Corea, flop del missile mentre arriva il vice di Trump

La prova di forze, l’esibizione di muscoli c’era tutta, almeno nelle intenzioni, costasse quel che doveva e poteva provocare. La Corea del Nord ha tentato di lanciare un missile dalla base militare di Simpo, sulla sua costa orientale, ma il lancio è fallito. Il tentativo di lanciare un nuovo missile arriva il giorno successivo alla grande parata militare a Pyongyang nel 105° anniversario della nascita del ‘Presidente eterno’ Kim Il-sung, nonno dell’attuale leader Kim jong-un.
Durante la parata sono stati fatti sfilare su camion nuovi missili balistici, tra cui alcuni che potrebbero avere una gittata intercontinentale. Ma non è stato possibile finora stabilire se si tratti di prototipi o addirittura di involucri vuoti, cosa già avvenuta in passato.

Missile ‘non ancora identificato’, ma non è intercontinentale, denunciano dagli Usa gli occhi satellitari sul mondo. Quindi al massimo può spaventare Seul e inquietare il Giappone ma da lì agli Stati Uniti ce ne corre. Dettagli da superspionaggio: «Il comando Usa del Pacifico ha intercettato e tracciato il missile nordcoreano alle 11,21 ora delle Hawaii (le 23,21 in Italia) del 15 aprile».
Rispettata la data del 105esimo anniversario della nascita del fondatore della dinastia Kim, data prevista dagli analisti per una nuova ennesima sfida del regime agli Usa e al mondo Occidentale. Le voci parlavano di un nuovo test nucleare, dopo i 5 test effettuati dal 2006, due solo lo scorso anno.

Negli Stati Uniti circola la voce che la cyberguerra contro il regime di Pyongyang sia iniziata e che proprio “interferenze informatiche” da parte della task force anti-hacker messa in campo dal Pentagono possa essere responsabile del fallimento della nuova provocazione missilistica nordcoreana. A far sospettare questo è proprio la dichiarazione del portavoce del Pentagono: “Abbiamo intercettato e tracciato il missile…”.
In passato il termine “intercettato” non è mai stato usato dal Pentagono, sostituito dal “normale” detected, cioé appunto “tracciato”. La parola “intercettato”, per alcuni analisti, fa presumere che la flotta schierata nel mar di Corea abbia potuto in qualche modo interferire col lancio, facendolo fallire.

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