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sabato 18 Gennaio 2020

Flotta Usa verso la Corea

Ordine al gruppo di attacco della portaerei Carl Vinson di schierarsi nel Pacifico occidentale, al largo della Corea del Sud. Misura preventiva, sostengono gli Usa, rispetto al programma nucleare nordcoreano.
Media cinesi: aumenta il rischio di conflitto “accidentale” con gli USA

La flotta Usa va. Ordine di Washington di spostarsi da Singapore verso il Pacifico occidentale. Il gruppo di attacco della portaerei Carl Vinson va schierarsi al largo della Corea del Sud.. Ma..
Il trasferimento verso la penisola coreana rischia di provocare lo scoppio ‘accidentale’ di un conflitto con la Corea del Nord. Notizia ammonimento dalle pagine del China Morning Post.
“Né gli Stati Uniti né la Corea del Nord prenderebbero l’iniziativa di lanciare una guerra, ma ora il rischio di un conflitto è più alto per un piccolo errore o incidente potrebbe scatenare la guerra nella penisola“, è il commento di Zhang Tuosheng, della Fondazione cinese per gli Studi strategici ed internazionali.
Una possibilità che rischia di “aumentare se Donald Trump e Kim Jong-un assumeranno delle posizioni fortemente conflittuali“.

La mediazione di Pechino. Nelle scorse settimane la Cina aveva proposto una mediazione tra Washington e Pyongyang, che preveda da parte degli Usa, che hanno nella Corea del Sud 30mila militari, una diminuzione delle manovre congiunte con Seul in cambio dello stop da parte della Corea del Nord dei lanci missilistici che sono stati intensificati negli ultimi mesi.
L’ultimo è avvenuto la scorsa settimana proprio alla vigilia dell’incontro in Florida tra Trump e il presidente cinese Xi Jinping.

Ma la tensione invece di diminuire sale. «L’attacco degli Stati Uniti contro la Siria è un atto di aggressione intollerabile che prova più di un milione di volte quanto sia giusto che la Corea del nord continui il proprio programma nucleare». Questo commento, apparso sui media di stato nordcoreani, prima reazione che arriva da Pyongyang al raid contro il regime siriano ordinato da Donald Trump.
Va anche detto che il regime nordcoreano è abituato alle esibizioni di forza militare degli Stati Uniti. La portaerei Carl Vinson, che sta facendo rotta da Singapore verso la penisola con il suo gruppo d’attacco, ne era appena rientrata.
Aveva partecipato in marzo a massicce manovre congiunte con i sudcoreani e in quell’occasione aveva preso a bordo i Navy Seal del Team 6, lo stesso impiegato nell’uccisione di Osama bin Laden.

Pyongyang, non solo arsenale nucleare. Almeno 20 ordigni nucleari e un nuovo test sotterraneo imminente, tra il 15 e il 25 aprile a provocazione e beffa. Oltre a quelli, Kim Jong-un può mobilitare un deterrente di missili a corto e medio raggio, cannoni e lanciarazzi schierati sul 38° Parallelo. Circa 10 mila pezzi d’artiglieria e lanciarazzi a distanza di tiro dai 20 milioni di abitanti nell’area di Seul, distante 50 chilometri. Armi convenzionali protette in caverne e bunker. È stato calcolato che su Seul potrebbero piovere 1.000 tonnellate di esplosivo ogni 60 secondi. In un quarto d’ora si arriverebbe all’equivalente della bomba di Hiroshima. Un milione di morti al minimo, scrive il corrispondente del Corriere della sera da Pechino.

Kim Jong-Un sa. Il dittatore coreano sa che il Consiglio di sicurezza nazionale Usa ha presentato a Trump diverse possibilità di reazione molto più dure delle solite sanzioni economiche, sino all’uccisione mirata dei vertici militari, compreso il ‘maresciallo’ Kim Jong-un.
La Carl Vinson naviga quindi con un messaggio molto minaccioso rivolto a più destinatari. A Kim, che sa di essere bersaglio e che si nasconde. Ma anche per la Cina che forse non vuole, ma più probabilmente o non può collaborare oltre un certo limite a disinnescare la minaccia nucleare nordcoreana. L’azione unilaterale Usa in Siria come ammonimento anche sul fronte del Pacifico.

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