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lunedì 27 Gennaio 2020

Al Sisi alla Casa Bianca il Papa in Egitto e Giulio Regeni

Donald Trump riceve il presidente egiziano Al Sisi con tutti gli onori, ma la Casa Bianca lascia tutto sottotono. Imbarazzi e rivalsa. Barack Obama non aveva mai voluto riceverlo.
Papa Francesco il 28 e 29 aprile in visita in Egitto. I genitori di Giulio Regeni rivolgono un appello a Papa Bergoglio: affronti la vicenda del ricercatore torturato e ucciso.

Barack Obama non aveva mai voluto riceverlo mentre Donald Trump invece lo ha accolto ieri alla Casa Bianca definendolo «Grande amico e grande alleato». A sentire il presidente americano, il capo di stato egiziano, il maresciallo Al Sisi, avrebbe “svolto un lavoro fantastico” dalla sua ascesa al potere nel luglio 2013, ed è per questo che gli Stati Uniti sono “pienamente dalla sua parte”. Forse perché i simili si attraggono. Forse perché, certe considerazioni vengono da Bernard Guetta, France Inter, che non è (siamo in molti nel mondo) un estimatore del neo presidente Usa.

«Lavoro fantastico», dice Trump ad Al Sisi. Forse era distratto o male informato, o forse Trump vorrebbe ma per fortuna del mondo ancora non può. Colpo di Stato contro l’allora presidente eletto, poi il generale Al Sisi, autopromosso maresciallo, si fa eleggere Presidente. Da allora -memento Mr. Trump- circa 40mila arresti politici; negli ultimi dodici mesi cinquecento sparizioni forzate. Come il nostro Giulio Regeni.
Nel 2015 sono state pronunciate 538 condanne a morte. L’anno seguente al colpo di stato sono stati uccisi 1.400 manifestanti, il ricorso alla tortura è generalizzato.

«Senza il colpo di stato, Morsi sarebbe comunque caduto. Il suo posto sarebbe stato preso da un candidato eletto dal popolo e l’Egitto, paese più popoloso e più importante tra gli stati arabi, vivrebbe in democrazia. Proprio quello che il maresciallo Al Sisi voleva evitare a tutti i costi», scrive Guetta su Internazionale.
Considerazione a latere: torturatore operativo uno, torturatore mancato l’altro. La tortura che Trump avrebbe voluto ripristinare anche negli Stati Uniti se l’esercito non si fosse opposto. Quantanamo e quant’altro. Contro il terrorismo -Trump pensiero- anche le peggiori dittature arabe, mentre -analisi Guetta- la violenza islamista è legata soprattutto al fatto che i popoli arabi non potevano sbarazzarsi degli autocrati sostenuti dagli occidentali o dall’Urss.

REGENI OLTRE GLI OPPORTUNISMI DELLA DIPLOMAZIA

I genitori di Giulio Regeni, Claudio e Paola, rivolgono un appello a Papa Francesco: nel corso della sua visita in Egitto, il 28 e 29 aprile affronti la vicenda del ricercatore torturato e ucciso. Il 28 aprile al Cairo, papa Francesco farà visita al grande imam di Al-Azhar e i due parleranno ai partecipanti alla Conferenza internazionale sulla pace. L’appuntamento di maggior rilievo nel viaggio del Papa occasione per ricordare Giulio.

Memoria italiana da non smarrire. È passato più di un anno dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni al Cairo, «14 mesi surreali e pieni di dolore, che ci hanno obbligato a non abbassare mai la guardia -dicono i genitori Claudio e Paola- Esigiamo la verità abbiamo diritto alla verità per la nostra dignità, ma anche per poter guardare a testa alta negli occhi i tanti giovani che in questi mesi ci hanno scritto e ci sono stati vicini».

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