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giovedì 19 Settembre 2019

Domenica diversamente seria

Pensieri sciolti su cose del mondo della settimana su cui solo la domenica si trova il tempo per rifletterci sopra. Il tempo di scoprire anche il ridicolo nascosto per sorriderne o qualche elemento per arrabbiarsi di più. Per il giramento di scatole ognuno scelga da sé. Sul ridere, vi propongo la domenica col sorriso assieme ad Augusto Minzolini, il più ‘creativo’ direttore nella storia del Tg1. Come senatore di Forza Italia non credo abbia raggiunto tali vette, c’è di peggio da quella parti. Minzolini che lascia il Senato, che ridere…

Pensiero chiave: ‘lo è o lo fa’? Ancora con sto Trump!
Un po’ troppo miliardario, un po’ troppo reazionario, un po’ troppo maschilista, sapevo sino a ieri, e vanitoso, e tronfio, Trump. Lui e la moglie Barbie e la figlia arruolata alla Casa Bianca, ma senza stipendio, e il genero ebreo ultra ortodosso a cui ha affidato la soluzione della crisi in Medio Oriente, che mi rassicura tanto. Certo anche voi.
Una ne twitta, l’altra ne pensa.
E l’immigrazione, che sarà anche un problema ma prima ti inventi il muro, che sei solo secondo dopo l’ungherese Orban e non c’è da vantarsene, e poi vari divieti anti musulmani che i giudici sono costretti a bocciare uno dopo l’altro. Ma chi cavolo hai messo nella tua squadra? Ho smesso da tempo di illudermi che le migliori intelligenze siano obbligatoriamente di sinistra, ma tutti gli incapaci li hai raccattati tu?
Sulla questione dazi e fazi (plurale di Fazio), ci sono più pezzi in pagina, e passo oltre. Certo è che l’Energumeno, come ama chiamarlo l’amico Piero Orteca, inizia a far paura, almeno a me. Dopo essere sopravvissuti ad un Bush junior, pensavo che pure il miliardario straripante sarebbe stato alla fine imbrigliato dal sistema. Lor signori il mondo vogliono possederlo, non distruggerlo. Di Trump temo più l’incapacità della malvagità.

A proposito della neo consigliera di Trump alla Casa Bianca senza stipendio, prima che la preoccupazione superi l’incazzatura, che non fa bene alla salute.
Ivanka Trump e il marito Jared Kushner (l’altro consigliere già citato per il medio Oriente) continueranno a beneficiare delle entrate legate all’impero Trump: più o meno 741 milioni di dollari tra investimenti e affari nel settore immobiliare.
Questo nonostante le loro nuove responsabilita’ di governo al fianco del presidente.
Ivanka manterrà anche una partecipazione nel Trump International Hotel di Washington, l’ex ufficio delle poste di fronte alla Casa Bianca, che tra il gennaio 2016 e il marzo 2017 ha fruttato alla ‘first daughter’ tra uno e cinque milioni di dollari.

Alternanza d’obbligo, il sorriso della settimana (con allegato forte giramento di scatole). La presa per i fondelli messa in scena al Senato della Repubblica con la stampa nazionale plaudente e silente. Le dimissioni da Senatore di Augusto Minzolini, poco glorioso direttore dell’ormai stanco Tg1. Dopo che, con uno scambio di favori (e di voti) tra destra e manca, non viene cacciato dal Senato per ruberie in conto spese Rai, lui, quasi con dileggio (primo ho vinto, ora me ne vado da solo), si dimette. Applausi.
Ma siamo scemi? Minzolini uscirà dal Senato a fine mandato a basta. Nessuno o pochi a dirci che le sue dimissioni devono essere approvate dal Senato stesso, che dovrà prima mettere la questione all’ ordine del giorno, e prima o poi forse metterla ai voti, con un No bis scontato.
Grande paraculo in vecchio Minzo, reporter ‘creativo’ da sempre, inventore di clamorose bufale nel mestiere, e coerente fantasista dopo.

Mezzo sorriso, a nord del continente, quasi ex Ue. Le due lady di Gran Bretagna e Scozia. Chi ha le gambe più belle del reame? Concorrenti la premier britannica Theresa May che ha appena avviato la Brexit, e la premier scozzese Nicola Sturgeon, che ha appena chiesto un nuovo referendum per andarsene loro, scozzesi con gonnellino, whiskey e Sean Connery, dal Regno Unito (ma non troppo) della Regina Elisabetta.
La gara delle gambe è frutto della stampa britannica che, con i famosi ‘tabloid’, riesce a dire più scemenze della nostra stampa rosa. Si chiacchiera di gambe in mancanza d’altro, e i pericoli nascosti di Brexit quasi sfumano. Bravi all’Ansa nel proporci, pagina web, una sintesi alla voce ‘Curiosità’: «Tutti i numeri della brexit, le regole, i costi per l’italia».
Purtroppo, le regole delle news impongono, sulla stessa pagina, la cronaca della visita del ‘chi sa se e quando’ futuro re di Inghilterra Carlo con la consorte Camilla a Venezia. Sempre a proposito di gambe, e basta.

A suo modo assolutamente britannica l’organizzazione dell’inevitabile e anche se lontanissimo decesso della Regina Elisabetta II.
«Il London Bridge è caduto» sarà la frase in codice che il Primo ministro britannico ascolterà alla morte della regina. La funerea rivelazione è stata divulgata dalla testata “Guardian” e gli Inglesi sono stati subito presi dallo sconforto.
Poi c’è stato l’attentato terroristico sul Westminster Bridge e anche i britannici più snob hanno capito che dobbiamo tutti preoccuparsi di ben altri ponti e altre minacce, visto che ciò attende la regina è cosa purtroppo anche plebea.

A chiudere questa chiacchiera domenicale, le disgrazie della amata Latino America, il ‘volto triste dell’America’ cantato un tempo da Jannacci. Del Messico sappiamo, da David Crocket a oggi, un muro dopo l’altro. Da ieri il dramma della Colombia, una città sommersa dal fango, frane e inondazioni e centinaia di morti.
Ma il Sudamerica frana soprattutto politicamente. Limitiamoci alla stretta attualità, perchè a parlare di Brasile e Argentina, per fare dei nomi, servirebbero libri.
Attualità del Paraguay e Venezuela, rivolte e quasi golpe, temuti o invocati. Verità difficili da capire, figuriamoci il raccontarle. Presidenti dispotici e opposizioni sospette, destre e sinistre che si confondono, e il ‘pueblo unido’ che diventa ricordo di Intillimani e giovinezza lontana e poco altro.
Buona domenica, se vi riesce.

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