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domenica 15 Settembre 2019

Paraguay oltre al Venezuela, ‘demokrature’ sudamericane

Paraguay, assalto e incendio al Parlamento: almeno un morto negli scontri. Protesta violenta contro la riforma che autorizza la rielezione degli ex presidenti.
La Corte Suprema del Venezuela si è rimangiata la sentenza sentenze con cui aveva assunto i poteri parlamentari esautorando l’Assemblea Nazionale.
Demokratura: sistema di governo con forme democratiche e aspetti fortemente autoritari che richiamano le dittature.

Paraguay

Almeno un giovane è morto durante le proteste scoppiate ad Asuncion, la capitale del Paraguay, contro un progetto di riforma costituzionale che permetterebbe la rielezione di presidenti ed ex presidenti.
Nella notte, un gruppo di manifestanti ha invaso la sede del Parlamento e provocato scontri con la polizia. Unità antisommossa hanno eseguito cariche, usato idranti e fucili a pallettoni per cercare di disperdere i manifestanti, che a loro volta hanno lanciato pietre e bottiglie contro le forze dell’ordine, e sono entrati nel recinto parlamentare, dove hanno appiccato un incendio. Il capo del partito liberale all’opposizione, Efrain Alegre, ha detto che un giovane è rimasto ucciso negli scontri, mentre diverse altre persone, tra cui alcuni politici, sono rimaste ferite.

Ieri, una maggioranza di 25 senatori su 45 ha approvato l’emendamento alla Costituzione durante una seduta negli uffici del Senato. A un anno dalle elezioni presidenziali del 2018, la riforma dovrebbe consentire al presidente conservatore Horacio Cartes, al potere dal 2013, e all’ex presidente Fernando Lugo, di candidarsi per un nuovo mandato.

Venezuela

La Corte Suprema del Venezuela, il Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj), ha annullato le sue stesse sentenze con le quali aveva assunto i poteri costituzionali esautorando l’Assemblea Nazionale e abolendo l’immunità parlamentare dei deputati. Lo ha reso noto lo stesso Tsj, sul suo sito web ufficiale.
Il clamoroso dietrofront dell’alta corte giunge poche ore dopo che Nicolas Maduro, presiedendo una riunione urgente del Consiglio Nazionale di Difesa, «ha esortato il Tsj a rivedere le sue sentenze, “per mantenere la stabilità istituzionale e l’equilibrio fra i poteri attraverso i meccanismi esistente nell’ordinamento legale venezuelano».

Le decisioni della Corte Suprema erano state denunciate come un colpo di Stato dall’opposizione, e avevano scatenato una reazione a catena a livello internazionale. La maggioranza dei governi latinoamericani le aveva respinte, esprimendo preoccupazione per l’evoluzione della crisi costituzionale a Caracas.

Paraguay perché
Unoi dei più piccolo Paesi sudamericani, 6 milioni e mezzo di abitanti, nel suo centro, senza sbocco al mare, tra i giganti Brasile, Argenjtina e a nosr la Bolivia. Molte, forse troppe le aspettative di riforma e progresso nel Presidente Horacio Caqrtes. Sul Paese incidono molti fattori esterni. La crisi brasiliana, il cambio di rotta in Argentina, i prezzi delle comodities, i fenomeni climatici ecc., tuitti assieme in grado di influenzare la crescita dell’ economia paraguaiana. Dal punto di vista interno il tempo utile per portare a compimento l’ ambizioso programma di riforme sta scadendo e non sono pochi coloro che pongono il problema della revisione della costituzione per consentire al presidente un secondo mandato (al momento cio’ e’ vietato).

Il modello economico del Paese è ancora basato su agricoltura e allevamento. Il successo della politica di industrializzazione dovrebbe consentire sia una maggiore resistenza del sistema ai fattori esterni citati.

Venezuela perché
L’esautoramento va e vieni del parlamento in Venezuela è solo la più recente testimonianza della deriva antidemocratica del governo di Caracas. Il presidente Maduro risponde così all’indecisa pressione dell’Organizzazione degli Stati Americani, che martedì non ha voluto sospendere il paese sudamericano dall’istituzione, ma poi torna sui suoi passi, non sappiamo per quali pressioni.
Sappiamo del collasso economico del paese, e della debolezza politica della frammentata opposizione.
I leader del “Tavolo dell’unità democratica”, bìvenerrdì, giorno della cencellazione del Parlamento, convocato quattro conferenze stampa separate. Ma le prossime manifestazioni di protesta avranno a che fare più con la fame di pane che con quella di democrazia.

Gli appelli anti-chavisti all’intervento militare per esautorare il catastrofico Maduro. Difficile che siano proprio le Forze armate a riportare a breve la democrazia in Venezuela. A meno di una ribellione nei suoi ranghi, -valutazione geopolitica- l’esercito in questo momento può essere interessato a sostituire il presidente, non il regime.

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