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giovedì 19 Settembre 2019

Venezuela esautorato il Parlamento pieni poteri a Maduro

Una sentenza del Tribunale Supremo di Giustizia consegna il Paese nelle mani del presidente. Nicolas Maduro proverà a governare il Venezuela adesso senza alcun controllo del Parlamento unicamerale in mano all’opposizione. Il golpe istituzionale nel Paese travolto dalla crisi.

Il Tribunale Supremo di Giustizia venezuelano ha assunto le funzioni dell’Assemblea Nazionale, il Parlamento unicamerale in mano all’opposizione, lasciando la via libera al governo del presidente Maduro. In una sentenza la notte scorsa, l’alta corte ha stabilito che siccome l’Assemblea si trova in situazione di “ribellione ed oltraggio” alle sue decisioni, «le competenze parlamentari saranno esercitate direttamente dalla Sala Costituzionale del Tsj, per garantire lo Stato di diritto».

Formalmente, la sentenza del Tsj è arrivata in risposta a una richiesta presentata dal governo per la costituzione di aziende miste pubblico/privato. Un percorso legislativo bloccato in Parlamento. L’alta corte ha deciso che, dato il boicottaggio parlamentare (‘omissione incostituzionale parlamentare’), il presidente è solo tenuto ad “informare” il Tsj delle sue decisioni, mentre l’Assemblea “non potrà modificare le condizioni proposte né pretendere di stabilirne altre”.
In questo modo il governo può bypassare completamente l’Assemblea Nazionale – dove l’opposizione controlla 112 seggi, su un totale di 167, dalle elezioni politiche del 2015 – e governare per decreto, essendo tenuto solo ad informare delle sue iniziative l’Alta corte.

Il caso Venezuela ha proprio in questi giorni tenuto banco all’Osa, l’Organizzazione degli Stati Americani. Un documento di 14 stati membri chiede a Maduro lo svolgimento delle elezioni nazionali e la liberazione dei prigionieri politici. Sempre l’Osa denuncia la dilagante corruzione, sicurezza ai minimi storici e inflazione sopra il 1000%.
Una crisi severissima per la popolazione locale. Un bel paradosso, per un paese che cela nel sottosuolo una delle riserve di petrolio più grandi al mondo.

La gente quotidianamente fa fatica a reperire generi alimentari e medicinali di base. Il razionamento del cibo è stato rinominato dai venezuelani “la dieta Maduro”, mentre le industrie del settore lamentano blocchi continui delle linee di produzione per mancanza di materia prima e l’acquisto di prodotti importati nei supermercati ha prezzi da capogiro.
Recentemente il governo ha fatto sequestrare un alto numero di panetterie accusandole di rubare la farina. In realtà, secondo le testimonianze raccolte della stampa, i fornai non potevano produrre il pane perché non disponevano della farina necessaria. Anche i medicinali scarseggiano, al punto che Maduro, la settimana scorsa, ha chiesto ufficialmente aiuto alle Nazioni Unite per rispondere all’emergenza.

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