mercoledì 17 luglio 2019

Brexit verso l’ignoto, ‘Today Britain stemps into unknown’

Dopo tanto parlarne è Brexit davvero. Ma la Scozia forse no.
Theresa May firma la lettera che dà il via a Brexit. Da oggi il difficile percorso d’uscita del Regno Unito dall’Ue. Brexit, come deciso dal referendum del 23 giugno scorso, e con la regole previste dall’articolo 50 del Trattato di Lisbona.

Today Britain stemps into unknown

La prima pagina del Guardian: “Oggi la Gran Bretagna fa un passo nell’ignoto”
La stampa britannica non nasconde il sentimento di paura diffuso nel Paese verso quell’ “unknown” citato dal Guardian, ma la politica e le istituzioni fanno finta di niente e si denno un tono imperiale, sperando in bene per il futuro incerto.

13,30 ora di Bruxelles, le 12,30 a Londra, quando Sir Tim Barrow, recentemente nominato ambasciatore di Sua Maestà all’Ue al posto del collega Sir Ivan Rogers, che si era dimesso in polemica con il governo, consegnare la lettera del premier May al presidente del Consiglio Ue, il polacco Donald Tusk.

Downing Street ha diffuso la foto del momento in cui il premier May, firma la lettera di addio all’Ue nella sala dove si riunisce il gabinetto. Sulla sinistra una enorme Union Jack, sul muro un ritratto di Robert Walpole, il primo premier del Regno Unito a partire dalla prima metà del XVIII secolo.

E adesso? Cos’è sto articolo 50?

L’Art.50 del Trattato di Lisbona regola il percorso di uscita volontaria dall’Ue di uno Stato membro. L’articolo stabilisce che il governo dello Stato informi il Consiglio europeo della sua intenzione, e si avviino negoziati per arrivare ad un accordo sul ritiro e per stabilire le basi legali del futuro rapporto con Bruxelles.

La prima volta.
La Groenlandia è stato il primo Paese a votare l’uscita dall’Europa, ma erano ancora i tempi della CEE, il soggetto precedente rispetto all’Ue, molto tempo prima che fosse redatto l’art.50

Cosa inizia ora.
Lo Stato membro che ha notificato la sua intenzione di uscire dall’Ue, ha due anni per negoziare nuovi accordi, dopo i quali non sarà più soggetto ai trattati Ue. L’articolo è piuttosto vago, ma tassativo sul lasso di tempo dei due anni.

E senza accordo nei 2 anni?
La Gran Bretagna dovrebbe uscire dall’Ue il 29 marzo 2019, ma in caso di mancato accordo non ci sarebbero disposizioni per i sui rapporti giuridici e commerciali con Bruxelles.
Il premier Theresa May ha avvertito che non farà sconti e che è pronta a lasciare i negoziati se non ottiene ciò che vuole: «Per la Gran Bretagna nessun accordo più che un cattivo accordo per la Gran Bretagna».

Dalla Brexit alla Scoxit

Britannico che va, britannico che viene. Via gli inglesi, restano gli scozzesi, o almeno, molti di loro vorrebbero. Mentre la Gran Bretagna muove domani il primo passo ufficiale per uscire dall’Unione Europea, la Scozia inizia il cammino per uscire dalla Gran Bretagna.
Con 69 voti a 59, il parlamento di Edimburgo ha approvato la richiesta del proprio governo di indire un nuovo referendum per l’indipendenza dal Regno Unito.
Rimane la contrarietà di Theresa May, secondo cui sarebbe una distrazione dalla trattativa con Bruxelles e non permetterebbe agli scozzesi di decidere conoscendo il risultato di quella trattativa e le conseguenze anche per la loro regione.
In teoria il governo centrale può rifiutare l’autorizzazione a organizzare un referendum, ma facendolo sconfesserebbe due decenni di devolution che hanno aiutato a tenere insieme il Paese.
“Lo faremo al momento giusto”, replica Nicola Sturgeon, la premier del governo di Edimburgo, testarda almeno quanto Theresa May.

Si profila un braccio di ferro costituzionale fra Gran Bretagna e Scozia. Scozia dove, al referendum sulla Brexit, ha vinto nettamente il sì all’Europa, 62 a 38 per cento. Una contraddizione fra quello che vuole il centro e quello che vuole una regione, sta rivelandosi insanabile.
Per gli scozzesi, l’occasione di rigiocare la carta dell’indipendenza, rincorsa da trecento anni.
Nel precedente referendum in cui vinse in no all’indipendenza da Londra, fa che uscendo dalla Gran Bretagna, la Scozia si sarebbe trovata fuori dall’Unione Europea. Adesso è la Gran Bretagna che sta uscendo dall’Unione Europea, mentre la Scozia, uscendo dalla Gran Bretagna, spera di poter restare o almeno ritornare presto nella Ue.

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