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domenica 17 20 Novembre19

Elezioni sparse, Germania ancora Merkel, Bulgaria i filo Ue

Germania, elezioni regionali nel Saarland, Merkel frena l’ascesa di Schulz. Primo test in vista delle politiche di settembre: in vantaggio con il 41% i cristianodemocratici della cancelliera. Al 30% i socialdemocratici del rivale, che commenta: «Non una buona giornata per noi».
In Bulgaria vittoria dei filo-Ue, sconfitti i filo-russi. Vince il partito populista conservatore e filo europeista Gerb dell’ex premier Boiko Borisov.

I tedeschi sono pragmatici: se gli chiedi in un sondaggio chi voterebbero, loro magari ti rispondono socialdemocratici o verdi perché vorrebbero un po’ più di sociale e di ambiente, poi sei nell’urna e devi scegliere, e Angela Merkel è sempre la sicurezza. Ed ecco che è la Cdu a vincere le elezioni nella Saar, in Germania. Exit poll col 41% dei consensi. La Spd, contrariamente alle aspettative, si fermerebbe invece al 29,5%, segno che l’ ‘effetto Schulz’ non c’è stato. I nazional-populisti dell’Afd fermati al 6%.

Pragmatismo teutonico, dicevamo. Il boom avuto nei sondaggi in seguito alla candidatura di Martin Schulz alla cancelleria. Poi, dal voto di oggi è la sconfitta di una prospettiva rosso-rosso-verde (Spd, Linke e Verdi), che finora era vista come un’alternativa plausibile alla Grosse Koalition a guida Merkel. Uno scenario che aveva preso forma proprio grazie alla sequenza ininterrotta di sondaggi che davano Schulz in vantaggio sulla cancelliera e i socialdemocratici spinti fino ad un testa-a-testa con la Cdu.

Non si tratta di un risultato che può essere riportato al livello nazionale: le elezioni federali si terranno fra sei mesi e il voto di Land è in gran parte giocato su questioni locali. Ma cambia il racconto della sfida Merkel-Schulz. Ieri, Schulz ha ammesso il cattivo risultato. Ma ha ribadito che l’obiettivo è di cambiare governo a livello nazionale. «È una maratona, non uno sprint»: a maggio elezioni in due Land molto popolosi, lo Schleswig-Holstein e il Nord Reno-Vestfalia, per il 24 settembre la partita nazionale.

Bulgaria, vittoria dei filo-Ue, sconfitti i filo-russi

In Bulgaria il partito conservatore Gerb dell’ex premier Boyko Borissov ha vinto (ancora exit poll) le elezioni politiche anticipate con circa il 33% dei voti. Il primo appuntamento elettorale in un Paese Ue dopo la firma, ieri, della Dichiarazione di Roma a 60 anni da Trattati. Al secondo posto nelle politiche di Bulgaria il Partito socialista di Kornelia Ninova, con poco più del 28% dei voti, con un recupero di consensi dopo il minimo storico del 16% alle elezioni anticipate del 2014.

Sia i conservatori sia i socialisti sono su posizioni fondamentalmente europeiste, con la differenza che i socialisti si mostrano più morbidi con Mosca e auspicano l’abolizione delle sanzioni contro la Russia. Sono inoltre schierati contro l’accordo Ceta tra l’Ue il Canada. Gli exit poll non dicono chi si piazzerà al terzo posto, tra la coalizione nazionalista Patrioti uniti (8,8%) e il Movimento per diritti e libertà (Dps, 7,8%), il partito della minoranza turca in Bulgaria.

Numeri alla mano, nessuna maggioranza e una difficile formazione di governo. Non si esclude una larga coalizione tra il Gerb e i socialisti in vista della presidenza bulgara dell’Ue a partire dal primo gennaio 2018. A dieci anni dall’ingresso nella Ue, la Bulgaria resta il Paese più povero dell’Unione, con la corruzione che rimane a livelli preoccupanti. E ancora ‘turismo elettorale’, il massiccio arrivo in Bulgaria dalla vicina Turchia di persone di etnia turca con passaporto bulgaro.

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