Per fortuna la ‘non notizia’

Un po’ avvoltoi e involontariamente scaramantici. Il giornalismo è mestiere andreottiano. Sempre meglio pensare male, prevedere il peggio che farsi sorprendere, e ieri, per le strade di Roma, tra tanti cortei molto poco affollati, più giornalisti e telecamere e forze di polizia e blindati che teste calde e mascherate, perché questa volta li avrebbero presi tutti dopo averli pestati.
Agenzie stampa in sciopero, Sky news24 in sciopero, Rai News24 con direttore bretellato in studio ad attendere inutilmente il sangue.
Per fortuna a Milano c’era papa Bergoglio, iperbolicamente raccontato dalla ‘all news’ di servizio pubblico: ‘Monza col parco più grande d’Europa’, e la ‘messa sul palco più grande d’Europa’, risparmiandoci solo il ‘papa più grande d’Europa’, anche perché Bergoglio viene da un altro continente.

Una iperbole dietro l’altra, e tutto per fortuna si affloscia nel primo fine settimana di primavera.
Roma deserta per invasione reale di capi di Stati e di governo con troppe scorte a fare sirena lungo strade deserte, e disertata per prudenza (questa volta rischiavano di prendene tante) da vandali mascherati da black bloc, che un tempo si chiamavano teppisti e basta, ma poi il ‘politically correct’ ha vestito anche loro di appartenenze ignote, come i loro papà.
Milano, forte di saggezza sua con l’aggiunta di quella vaticana, inizia la giornata papale dalla città-galera, ma poi porta tutti sui prati di Brianza.

Confronti tra le due ‘capitali’ e tra l’autorità morale del papato con quella burocratico statuale dell’Unione? Campionati diversi e confronto impossibile.
L’Ue alla firma non ha conquistato popolo. Gentiloni al posto di Renzi, come la camomilla al posto di un caffè doppio. Ne avevamo bisogno tutti di un po’ di calma.
Capi di Stato anonimi, salvo la Merkel, la sola talmente educata da andare a stringere la mano alla sindaca sciatrice scesa dalla settimana bianca.
Il documento Roma 2017 firmato è il massimo possibile in questa Unione a 27 e ancora ½ che, vigilia di Brexit, non ha ancora deciso se provare a sopravvivere (difficile, così com’è) o se tentare di crescere.

Per fortuna stamane, dopo aver dormito un’ora in meno per ‘colpa legale’, scopriamo finalmente il «Trionfo Ferrari, Vettel vince il Gp d’Australia».
Costretti a tornare a Londra, abbiamo la conferma da Scotland Yard che «Masood ha agito da solo». Quanti altri Masood ancora? Risposta non pervenuta.
In Bulgaria si vota per le elezioni politiche anticipate, nessuno ne sapeva nulla e a pochi di voi interesserà, ma si prevede una lotta serrata fra conservatori e socialisti. E dov’è la novità?

Mentre negli Stati Uniti, Trump inizia a prendere lezioni di politica: «I repubblicani ritirano la riforma sanitaria». Doveva essere la madre di tutte le battaglia quella contro l’Obamacare ed è diventata la prima vera sconfitta politica del presidente twittante. Speriamo ancora per poco.
Per le questioncelle di casa: «Alfano all’attacco: ‘Campo Dall’Orto vada via dalla Rai». Campionato tra ‘pesi massimi’ verrebbe da dire, tra un dg Rai in attesa di interprete ed il ministro ’31° Stormo’ (Voli di Stato).
Per fortuna, ultima chiosa Rai, Bruno Vespa ha scoperto che potrà tenersi un milione e passa annuo di soldi dalla Rai. Leggi (nel senso di regole) Porta a porta.

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