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venerdì 20 Settembre 2019

Eurostupidità dell’europarlamentare scioglilingua

Vigilia del trattato fondativo per una Unione Europea che a soli 60 anni si scopre più malandata che vecchia. «I Paesi del Sud? Spendono in donne e alcol». In Europa scoppia il caso Dijsselbloem, il presidente olandese dell’Eurogruppo, cognome impronunciabile. Socialisti Ue lo sconfessano, lui non si scusa, ma va cacciato. Vizietto olandese oltre il razzista Geert Wilders, il cui sud che disprezza, parte un po’ più a sud, dalla costa Africana.

L’olandese Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo. Non provate a pronuciarne il nome. Oltre le 6 consonanti non è un nome ma uno scioglilingua.
Già dalla faccia si coglie quello che è. L’insulto sceglietelo voi perché non è corretto per noi scriverlo. Ma è proprio quella faccia che avete pensato voi!
Il ministro delle Finanze olandese e presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, eurosocialista e sostenitore delle misure di austerità gradite alla Germania, tracima, dai Paese Bassi oltre le dighe del buon gusto e della buona creanza.
Da quelle parti hanno persino il mare a sovrastarli, più in alto di loro, e ciò qualcosa evidentemente produce.
Del resto Geert Wilders, nazionalista razzista e xenofobo, tanto anti da essere considerato quasi ‘nazi’, è suo concittadino, anzi, suo collega politico anche se avversario. Che, tra le altre cosa, le ha suonate al partito allo sfascio del nostro ‘scioglilingua’, e a sentire il giovanotto ricco di consonanti, non sembra un caso.

Nord, sud e terroni d’europa
«Durante la crisi dell’euro i Paesi del Nord hanno dimostrato solidarietà con i Paesi più colpiti», dichiara Dijsselbloem al quotidiano tedesco Faz, e già racconta frottole. Ma va ben oltre.
«Come socialdemocratico do molta importanza alla solidarietà, ma hai anche degli obblighi, non puoi spendere tutti i soldi per alcol e donne e poi chiedere aiuto».
Durante un’audizione nell’Europarlamento di Bruxelles, a Dijsselbloem è stato chiesto di scusarsi pubblicamente.
Prova a soccorrere il tedesco Wolfgang Schaeuble che parla di se in terza persona: «Schaeuble apprezza il lavoro di Jeroen Dajsselbloem. E noi contiamo sul fatto che l’eurogruppo sia ancora pienamente funzionante per il resto della legislatura».
«Ciascuno è responsabile dei suoi commenti – scivola via il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas – ma il presidente Jean-Claude Juncker ha sempre espresso il suo rispetto, la sua simpatia e perfino il suo amore per la parte Sud dell’Europa».

L’olandese perdente e sparlante
Ma l’olandese, fresco reduce dalla sconfitta del suo partito laburista nelle elezioni nazionali, che dovrebbe escluderlo dal governo di coalizione e di conseguenza dall’Eurogruppo, non ha chiesto scusa. Si è limitato a ricordare che anche la sua Olanda «a volte» non ha rispettato i vincoli Ue. Al capogruppo degli eurodeputati socialisti Gianni Pittella non è bastato e ha attaccato il presidente dell’Eurogruppo già spesso non in linea con il suo europartito per le posizioni filo-Berlino.
«Con queste parole scioccanti e vergognose è andato molto oltre, usando argomentazioni discriminatorie contro i Paesi dell’Europa del Sud. Mi chiedo se una persona con queste convinzioni possa ancora essere considerata adatta a fare il presidente dell’Eurogruppo».
Il portavoce di Dijsselbloem ha reso noto che una lettera-bomba inviata al suo capo sarebbe stata ‘intercettata’ in Grecia, il Paese più colpito dalle misure di austerità europee. Bah.

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