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mercoledì 22 Gennaio 2020

‘Operazione scompiglio’ di Putin e i twitt bugiardi di Trump

L’Fbi annuncia: “Indaghiamo sui legami tra lo staff di Trump e la Russia”. Il direttore Comey ascoltato al Congresso nega che Obama abbia ordinato intercettazioni. Ma la Casa Bianca non ritratta e rilancia: nessuna prova del coinvolgimento di Mosca.

Una trama tira l’altra, come le ciliegie e giugno
Prima trama: il presunto intreccio di relazioni tra la squadra del presidente americano e non ben specificate entità russe che avrebbero interferito sul regolare andamento delle elezioni Usa, il cosiddetto «Russiagate».
Seconda trama: le accuse mosse da Trump stesso sulle presunte intercettazioni a cui sarebbe stata sottoposta la Trump Tower per conto dell’ex presidente Obama e con la complicità di hacker britannici.
Per l’invasione marziana, stiamo aspettando un twitt presidenziale.

Capitol Hill, commissione Intelligence,
convocati il direttore dell’Fbi, James Comey, e il capo della National Security Agency, Mike Rogers. Il primo uomo di Obama, il secondo creatura recente di Trump. Tutti e due, volenti o nolenti, costretti a dire che Trump è un contaballe.
Divertente Gianni Riotta su ‘La Stampa’: «Come in una rissa da saloon dei vecchi film western, nessuno esce indenne dall’audizione…».
E, sullo stesso tono, «Il presidente Donald Trump incassa due durissimi uppercut, quando Comey conferma che l’Fbi sta indagando sulle «connections» tra la campagna repubblicana e fonti russe, e poi nega recisamente che ci sia del vero nelle accuse mosse a Obama di intercettazioni illegali».

Fbi indaga sul “Russia-gate”
Comey ha infatti confermato che l’Fbi sta indagando su possibili collusioni del fronte Trump con la Russia nel corso delle elezioni 2016. Ed è la prima volta che il Bureau conferma ufficialmente l’esistenza di un’inchiesta su tentativi di interferenza da parte di Mosca per verificare se sia stato commesso un crimine. Ha quindi affermato di essere stato autorizzato dal dipartimento di Giustizia a rendere pubblica la circostanza, mentre solitamente l’Fbi non si esprime sulle inchieste in corso.
Il direttore ha tentato di dribblare le domande ma quando gli è stato chiesto se i russi possano avere una preferenza per l’ex tycoon, ha risposto «Corretto». E ha spiegato che Putin preferisce avere a che fare con leader «che sono businessman, come Berlusconi per esempio, perché con loro é più facile negoziare».

Intercettazioni alle Trump Tower zero
Sull’altro fronte, invece, il capo del Bureau ha detto di «non avere informazioni a sostegno» di quanto espresso nel tweet del presidente Trump, che ha accusato Obama di averlo intercettato nella sua residenza alle Trump Tower.
Nemmeno il dipartimento di Giustizia ha trovato alcuna conferma di tale tesi.
«Nessuno ha chiesto al Regno Unito di intercettare Trump». rilancia il capo della Nsa, Mike Rogers, anche se sa di dare un dispiacere al suo capo. Tale richiesta «andrebbe espressamente contro gli accordi tra le agenzia di intelligence di diversi Paesi», aggiunge Rogers.
Tutti smentiscono la Casa Bianca insiste: ‘Russiagate’ una fake news, mentre le intercettazioni di Obama sono una verità.

Rissa da saloon ma il film è di spionaggio
Sempre Riotta con l’immagine western. «Dal Cremlino, Vladimir Putin può guardare il pestaggio al Saloon America con soddisfazione. Sia Comey che Rogers confermano che l’operazione dell’ex ufficiale dello spionaggio Kgb, condotta via Wikileaks (malgrado gli uomini di Assange siano lieti: «Nessun filo diretto tra noi e il Cremlino»), è stata la «manovra coperta più efficace di sempre», seminando «caos e discordia» negli Usa.
Mosca voleva seminare zizzania e c’è riuscita: ora -gufo Riotta- ‘tocca a Parigi e Berlino, vedremo quando, e come, a Roma’. E per casa nostra, l’idea di un sostegno in qualsiasi forma del Cremlino a grillini o, peggio, fascio-leghisti, provoca brividi incontrollabili. Altro che Trump.

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