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mercoledì 22 Gennaio 2020

Da una Corea all’altra, disordini a Seul per la presidente maga

La corte costituzionale della Corea del Sud conferma l’impeachment della presidente Park Geun-hye. Scontri tra i suoi sostenitori e la polizia, due morti. Dopo la sentenza centinaia di sostenitori di Park hanno cercato di entrare nel tribunale scavalcando le barricate della polizia. La sentenza della corte ha confermato il voto parlamentare del 9 dicembre che chiedeva la destituzione della presidente sudcoreana, coinvolta in uno scandalo che la vede accusata di corruzione, estorsione, abuso di potere e rivelazione di segreti d’ufficio.

Corea, Nord o Sud, terra sempre inquieta. A Sud, Seul, capitale a trazione Usa, l’Alta Corte destituisce la presidentessa Park e si scatena la rabbia dei suoi sostenitori. Scontri in piazza e già due morti. Finisce, forse, il percorso della discussa presidentessa, ma la partita politica cruciale per la Corea del Sud inizia da oggi. Ed è partita strategica, tra gli interessi amicano-giapponesi, e il nemico di casa Kim Jong-Un e il gigante continentale cinese suo vicino di casa.

Gli scontri con vittime a Seul

È finita con la sua cacciata la parabola imprevedibile di Park Geun–hye, la figlia del dittatore che era riuscita a farsi eleggere democraticamente e democraticamente è stata adesso mandata via.
La Corte Costituzionale ha confermato l’impeachment che il Parlamento aveva già proclamato raccogliendo i voti anche dallo stesso partito della signora.
Decisione della Corte, e festa popolare alla stazione Anguk, dove si erano riuniti gli anti-Park, con la folla scoppiata in urla di gioia alla lettura della sentenza.
Poi è cominciata la guerra a distanza di piazza, con i cortei dei sostenitori della presidente cacciata guardati a vista dalla polizia, in una capitale in stato di guerra, narrano i cronisti sul campo, piena di poliziotti antisommossa.

La sciamana Choi Son-si, in carcere

Lo scandalo che ha coinvolto la presidente. Le accuse alla sua amica sciamana, la maga Choi Son-sil, sua consigliera spiritual-politica, finita in galera con altri complici per tangenti di decine di milioni di dollari. Il paese è da mesi senza governo mentre dal nord il dittatore Kim Jong-un, esperimenta bombe atomiche, lancia missili, e fa assassinare – accusano i coreani del sud e gli americani – il fratellastro.
Comunque, il 9 maggio nuove elezioni. Il candidato alla presidenza favorito, Moon Jae-in, di sinistra, ha già detto che è contrario al sistema antimissilistico americano appena inviato con tanta interessata premura da Trump. A Seul intanto, la prossima settimana arriva il Segretario di Stato Usa Rex Tillerson che, in zona, vedrà anche il premier giapponese Shinzo Abe e il presidente cinese Xi Jinping.

 

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