Privacy Policy 'Furbopopulisti' ed 'eurostraccioni' rubacchiavano all'Ue -
giovedì 5 Dicembre 2019

‘Furbopopulisti’ ed ‘eurostraccioni’ rubacchiavano all’Ue

Scandalo rimborsi alla Ue: così i partiti euroscettici hanno truffato Strasburgo. I finti assistenti del compagno di Marine Le Pen, la badante della madre del leader della destra bigotta polacca Kaczynski pagata con fondi pubblici, i contratti illeciti della moglie di Farage. Anche italiani in mezzo, ma per piccole furberie. Ora il Parlamento europeo rivuole i soldi.

Scandalo rimborsi alla Ue: così i partiti euroscettici hanno truffato Strasburgo, titola il lancio della agenzia Reuters. E insegue Repubblica nella versione web con Alberto D’Argenio. Dunque, i grandi partiti europei che vogliono abbattere l’Unione, sono proprio loro al centro delle inchieste per frode ai danni delle casse del Parlamento di Strasburgo. Trama e tradimento: i soldi Ue presi dichiarando il falso per portare a termine i loro disegni politici anti Ue in patria.

E a spulciare i dati di Strasburgo, se ne vedono delle belle. Frodi sistemiche, organizzate a livello centrale, come quelle del Front National di Marine Le Pen, dello Ukip di Nigel Farage o del partito Diritto e giustizia del polacco Jaroslaw Kaczynski. Assumono collaboratori con i soldi di Strasburgo ma li impiegano in patria per lavorare al partito. Ci sono anche casi italiani, di singoli eurodeputati del Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega ed ex Pd. In questo caso senza un disegno di sistema, organizzato dalle forze politiche di appartenenza, ma episodi isolati. Furberie private.

Qualche dettaglio, tra i molti possibili. In Francia un nuovo e inedito filone di indagini sul Front National di Marine Le Pen, già nella bufera per i casi legati agli assistenti e il body-guard pagati da Strasburgo ma al lavoro in Francia. Antieuropeismo a corrente alternata quello del Front, che i soldi di Strasburgo prendeva a man bassa e pure con la frode. Non solo Marine: le autorità europee indagano sui contratti degli assistenti di altri big come Louis Aliot, il compagno di Marine Le Pen, e Florian Philippot, braccio destro della leader, o del padre, il fondatore dell’Fn Jean-Marie, il solo che è rimastro ancora ufficialmente fascista.

Non è che nella Gran Bretagna in uscita truffino meno. Ukip di Nigel Farage, stesso gruppo politico a Strasburgo con M5S, ‘fidanzamento’ di puro interesse, dovrà restituire circa un milione di euro al Parlamento Ue per i contratti di una serie di assistenti -tra cui la moglie Kirsten- che lavoravano per il partito pur essendo stipendiati da Strasburgo. E poi ancora, le fondazioni dello Ukip, che prendevano fondi Ue per sostenere la politica europea del movimento ma che invece hanno usato i soldi per la campagna del referendum dello scorso giugno su Brexit. La Gran Bretagna fuori dell’Unione ma con i suoi soldi. Truffa e beffa.

Sul patetico, come tutta l’attualità politica polacca attuale, il caso di Jaroslaw Kaczynski, leder incontrastato, o ‘anima nera’, o ‘dominus politico’ (come preferisce Alberto D’Argenio) del governo ultraNazionalista e xenofobo bigotto polacco guidato da Beata Szydlo. Tra una orazione e l’altra, la versione politica di Radio Maryja, che usava la signora Bozena Mieszka-Stefanowska, assistente del deputato Tomasz Poreba e quindi pagata da Strasburgo, come badante della madre scomparsa nel 2013. Uno dei casi che riguardano il partito ‘Diritto e giustizia’ che dovranno essere rimborsati all’Europarlamento. Storia da ‘soliti ignoti’.

Tra i dossier italiani quello di Lara Comi, deputata di Forza Italia che ha assunto la madre come assistente parlamentare e ora dovrà restituire i 126 mila euro percepiti dalla signora, Luisa Costa, dal 2009 al 2010. Al centro di un’inchiesta ancora in corso e i cui esiti non sono ancora decisi due eurodeputate grilline: Daniela Aiuto e Laura Agea. La prima è nel mirino per avere chiesto il rimborso, diverse migliaia di euro, per una mezza dozzina di ricerche che le sarebbero dovute servire per svolgere il mandato europeo ma che in realtà sarebbero state copiate da siti come Wikipedia. La seconda ha assunto come assistente un imprenditore, in realtà impegnato come attivista del Movimento, a sostenerla nella politica locale.

Non potevano mancare, tra i ‘furbopopulisti, un po’ di ‘fascioleghisti’. Sempre nomi composti. Al centro di un’inchiesta anche un collaboratore del leghista Mario Borghezio, il viceministro Riccardo Nencini (ex europarlamentare al quale Strasburgo aveva chiesto indietro 455 mila euro ma ha scampato il rimborso grazie alla prescrizione) e il deputato eletto con il Pd, ora Mdp, Antonio Panzeri, che ha fatto ricorso alla Corte di giustizia europea di fronte alla richiesta di restituire 83 mila euro. Quelli italiani sono casi isolati accaduti nel corso di ben tre legislature, con la stragrande maggioranza dei nostri 73 europarlamentari che rispetta le regole. Un piacere, per una volta, essere tra gli ultimi della classe.

Potrebbe piacerti anche