• 19 Febbraio 2020

Ancora Abu Omar, ancora Cia, ancora grazia e Segreto di Stato

La grazia parziale concessa dal presidente Mattarella all’ex agente Cia Sabrina De Sousa è l’ultimo atto di una vicenda, quella del rapimento dell’ex imam di Milano Abu Omar, che si trascina da 14 anni e che ha coinvolto la Cia e il Sismi in una operazione di “extraordinary rendition”.
Un segreto talmente segreto che neppure le stragi di Stato degli anni bui e neri, da piazza Fontana a Brescia, ai treni, hanno goduto di tanto alte ed ufficiali coperture.
Quelli erano segreti sporchi, questo è Segreto di Stato, la cui dimensione strategica deve essere assoluta, per mobilitare tanti e tali ‘Niet’ di una parte dello Stato, vertici assoluti, contro altri organi dello Stato, la magistratura inquirente.
Il Segreto di Stato opposto prima da Prodi e poi da Berlusconi, la grazia del Presidente della Repubblica agli agenti Cia individuati e condannati, prima da Giorgio Napolitano poi a Sergio Mattarella. Il segreto più trasversale che si possa immaginare.

La cronaca
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso la grazia parziale, con la riduzione di pena di un anno, a Sabrina De Sousa, condannata per il caso Abu Omar e di cui era stata disposta l’estradizione dal Portogallo per espiare la pena di 7 anni definitivi, poi diventati 4 per l’indulto. Ora, con la grazia e la riduzione di un anno, la pena residua scende a tre, con automatica revoca dell’ordine di carcerazione. Un gran bel ‘aiutino’.

La procura generale della Corte d’appello di Milano, preso atto della decisione del presidente Mattarella, ha revocato l’ordine di esecuzione, che non è più eseguibile. Proprio oggi primo marzo, De Sousa sarebbe dovuta essere estradata in Italia dal Portogallo.
Il legale della De Sousa -e certamente non soltanto lui- aveva sollecitato più volte la Presidenza della Repubblica ad adottare la grazia, concessa ad altri coimputati della ex agente Cia coinvolti nel caso Abu Omar e poi condannati.

La tappe dell’oscura vicenda

17 FEB 2003 – Scompare da Milano Abu Omar (43 anni), egiziano, già imam della moschea di via Quaranta, indagato nell’inchiesta antiterrorismo. Abu Omar riappare tempo dopo in un carcere egiziano dove, secondo alcune fonti, sarebbe stato sottoposto a duri interrogatori e torturato.

MAG 2004 – Si sospetta che Abu Omar sia stato sequestrato da agenti dei servizi segreti, trasferito prima in basi americane (si parlerà in seguito di Aviano e Ramstein in Germania) quindi nel carcere di Tora in Egitto.

24 GIU 2005 – Su ordine della magistratura italiana, 13 agenti della Cia sono ricercati per sequestro di persona. Il 25 luglio salgono a 19 gli ordini di custodia cautelare per agenti Cia. Il 22 ottobre diventano 22 gli agenti della Cia ricercati. Il governo italiano smentisce ogni coinvolgimento.

11 NOV 2005 – La procura di Milano presenta al ministero della Giustizia una richiesta di estradizione per 22 agenti della Cia. Dopo cinque mesi di polemiche, il 12 aprile 2006 il guardasigilli Castelli decide che non inoltrerà a Washington la richiesta.

23 DIC 2005 – La magistratura milanese emette 22 mandati d’arresto europeo nei confronti di altrettanti agenti della Cia accusati di aver rapito e portato in Egitto Abu Omar.

5 LUG 2006 – Arrestati gli alti dirigenti del Sismi Marco Mancini e Gustavo Pignero.

15 FEB 2007 – Abu Omar liberato, torna nella sua casa di Alessandria d’Egitto.

16 FEB 2007 – Rinviato a giudizio per concorso nel sequestro il gen. Nicolò Pollari, ex capo del Sismi. Con lui a giudizio anche Marco Mancini, altri funzionari e 26 agenti Cia.

18 MAR 2009 – La Corte Costituzionale accoglie in parte i ricorsi dei governi Prodi e Berlusconi contro la magistratura di Milano, per violazione del segreto di Stato nelle indagini.

4 NOV 2009 – La sentenza dispone il “non luogo a procedere per esistenza del segreto di Stato” per Pollari e Mancini. Tre anni per Luciano Seno e Pio Pompa per favoreggiamento. Per sequestro di persona 23 agenti Cia, tra esecutori e ideatori, sono condannati a pene dagli otto ai cinque anni.

28 OTT 2010 – Nel processo milanese di appello, l’accusa chiede 12 anni di reclusione per Pollari e 10 anni per l’ex numero 2 del servizio segreto Mancini. Chiesti 12 anni di carcere anche per l’ex capo della Cia in Italia, Jeff Castelli.

15 DIC 2010 – I giudici della corte di Appello di Milano confermano la sentenza di primo grado e dichiarano non giudicabili Pollari e Mancini per l’esistenza del segreto di Stato. Aumentate invece le pene inflitte dal Tribunale a 23 agenti della Cia: da cinque a otto anni sono passate a sette e nove anni di reclusione. Confermato il risarcimento di 1,5 milioni di euro, per l’ex Imam Abu Omar e per sua moglie.

19 SET 2012 – La Cassazione annulla con rinvio la sentenza d’appello pronunciata nei confronti degli ex vertici del Sismi Nicolo’ Pollari e Marco Mancini che erano stati dichiarati non processabili per il segreto di stato. il 15 dicembre 2010. Inoltre i supremi giudici annullano la sentenza, con rinvio, anche nei confronti dei tre funzionari del Sismi – Giuseppe Ciorra, Luciano Di Gregori, Raffaele Di Troia – confermando invece definitivamente la condanna d’appello per i 23 agenti americani della Cia e per Pio Pompa e Luciano Seno, tutti per il reato di sequestro di persona.

12 FEB 2013 – La corte d’appello di Milano, quale giudice di rinvio, condanna Nicolo’ Pollari a 10 anni di reclusione e il suo numero due Marco Mancini a 9 anni, limitando l’ambito di applicazione del segreto di stato. La corte, inoltre, condanna a sei anni anche altri tre agenti del Sismi.

5 APR 2013 – Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano concede la grazia al colonnello statunitense Joseph Romano, condannato a sette anni di reclusione (di cui tre condonati) con sentenza della Corte d’Appello di Milano del 15 dicembre 2010, divenuta irrevocabile il 19 settembre 2012.

14 GEN 2014 – La Consulta risolve un conflitto di attribuzione tra Governo e Cassazione-Corte d’appello e dichiara i fatti coperti da segreto di Stato.

24 FEB 2014 – La Corte di Cassazione, recependo la decisione della Corte costituzionale, annulla senza rinvio la sentenza di condanna e assolve definitivamente Nicolò Pollari, Marco Mancini e gli agenti Giuseppe Ciorra, Raffaele di Troia e Luciano di Gregori, poiché l’azione penale non poteva essere proseguita per l’esistenza del segreto di Stato.

23 DIC 2015 – Il Presidente Sergio Mattarella concede la grazia a due agenti della Cia, Robert Seldon Lady e Betnie Medero. A Robert Seldon Lady Mattarella riduce di due anni della pena (era stato condannato dalla Corte d’Appello di Milano a nove anni di reclusione, di cui tre coperti da indulto) poiché ritenuto dai magistrati la mente del sequestro e coordinatore dei rapporti con il Sismi. La grazia a Betnie Medero riguarda il residuo pena di tre anni di reclusione.

26 MAG 2016 – Diventa definitiva la condanna emessa il 23 febbraio 2016 dalla Corte di Strasburgo nei confronti dell’Italia per il sequestro e i maltrattamenti di Abu Omar.

28 FEB 2017 – Il Capo dello Stato Sergio Mattarella concede la grazia parziale di un anno all’ex agente Cia, Sabrina De Sousa. Il Pg di Milano revoca l’esecuzione della pena.

La posta in gioco
Le dimensioni dello scontro istituzionale ci dicono di un segreto assoluto, probabilmente americano, o della pura e semplice follia nello scontro tutto italiano tra magistratura terza e il potere politico che esprime i vertici dello stato.
Perché nei fatti, o Abu Omar non era un terrorista ma un agente coperto dei servizi segreti Usa infiltrato -con sceneggiata di sequestro- in un carcere egiziano per raccogliere informazioni, oppure tutto quanto accaduto è una poco nobile commedia all’italiana.
Abu Amar presunto che passeggia oggi per la strade di Alessandria d’Egitto vivo e vegeto non è molto credibile come ipotetico infiltrato al soldo degli Usa. Resta quindi il pasticcio all’italiana col supporto di tanta improntitudine Usa nel sequestro di Milano.
Gli agenti Cia col supporto, logistico Sismi, beccati con le mani nel sacco.

In Italia non esiste il cosiddetto ‘extra lege’, la possibilità di violare la legge impunemente se fatto in difesa dello Stato. Per intenderci, se devi sottrarre dei documenti essenziali per la sicurezza dello Stato ad una spia avversaria, scassini e rubi, ma se ti prendono i carabinieri, sei un ladro, e non c’è eccezione formalmente possibile. Carenza legislativa determinata da antiche diffidenze rispetto al mondo dei segreti.
Poi i vincoli di accordi internazionali di alleanza -i veri supersegreti- che certo consentono alla Cia di battere i pugni sul tavolo del nostro governo. Ed ecco che per salvare dalla galera un po’ di agenti dei servizi segreti Cia (il solo condannato italiano, aveva prestato il suo telefonino ad un americano!), tutto sto pasticcio di Segreti di Stato e grazie presidenziali?
Bah. Quale che sia la verità, brutta pagina per l’Italia e per gli Stati Uniti.

rem

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