martedì 20 Agosto 2019

Le Pen indagata, non vuole l’Europa ma ama i suoi soldi

Disprezza l’Europa ma non i suoi soldi. Marine Le Pen in testa nei sondaggi delle elezioni francesi è indagata per aver utilizzato i fondi europei per gli interessi del suo partito. La difesa: “è un complotto per non farci vincere”

I soldi dell’Ue per fare i propri comodi. Marine Le Pen è indagata per abuso d’ufficio, truffa e lavoro nero.
Lunedì 20 febbraio la polizia ha perquisito il quartier generale del Front National alla ricerca di prove per l’inchiesta giudiziaria a carico della leader della destra populista. Le Pen avrebbe passato al Parlamento europeo  un contratto di lavoro falso. L’ufficio antifrode dell’Ue ha trasmesso alla giustizia francese il contratto per l’impiego di Thierry Légier, ossia il suo body guard.
La guardia del corpo risultava guadagnasse 7237 euro netti stando al contratto. Non uno stipendio da fame di certo, ma soprattutto pagato con i soldi dei contribuenti europei.
In meno di tre mesi, Légier avrebbe guadagnato 41 mila euro, ma, la Le Pen ha riconosciuto di non aver mai versato la cifra guardia del corpo. Insomma, si tratterebbe di un contratto fittizio per intascarsi i soldi europei.

Non è l’unico caso. Anche la sua assistente Catherine Griset sarebbe stata pagata con i soldi di Bruxelles secondo la giustizia francese. Infatti, la Griset riceveva uno stipendio per svolgere la sua attività a Bruxelles ma nessuno l’ha mai vista.
Per trovarla occorreva andare a Nanterre, ovvero alla sede del Front National, comodamente seduta alla sua scrivania.
Non c’è da stupirsi a sentire la Le Pen difendersi dicendo che c’è un complotto contro di lei da parte dell’Europarlamento proprio quando salgono le sue probabilità di mettere piede all’Eliseo.

In seguito alla perquisizione, la direzione del partito di estrema destra ha diffuso un comunicato nel quale parla di operazione mediatica, il cui unico scopo sarebbe quello di perturbare il corretto svolgimento della campagna presidenziale. Lunedì un nuovo sondaggio ha mostrato che ormai sfiora il 30% la leader frontista.
Come se non bastasse anche il padre è finito nuovamente sotto accusa. JeanMarie Le Pen è indagato per incitazione all’odio per una battuta antisemita pronunciata nel 2014 durante un’intervista tv pubblicata sul sito del partito e poi rimossa.

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