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venerdì 22 Novembre 2019

Trump peggio di Custer all’attacco dei Sioux (e non solo)

Peggio del peggiore Far West, l’amministrazione Trump, dopo i musulmani cattivi, travolge adesso i nativi americani, i pellirossa, i pochi sopravissuti al genocidio compiuto dai bis bisnonni bianchi di Trump e soci due secoli fa. Ora tocca ai Sioux Dakota, condannati dall’amministrazione Trump a cedere il passo al petrolio

Trump peggio di Custer
Il generale Custer, anche lui un prepotente vanitoso, era almeno era uno che rischiava in proprio. E venne anche Little Bighorn. Trump, trincerato a Washington, firma soltanto, ma colpisce dignità e vita delle tribù dei pellerossa. E senza l’intelligenza di capirlo, indispone il mondo perché questa volta non c’è alibi di sicurezza anti musulmana, e tocca i sogni di molti in occidente, i molti amici dei pellirossa e di Aquila della notte.

L’amministrazione ha dato il via libera all’oleodotto contestato dai Sioux e da tutte le tribù native americane lungo lo Standing Rock, nel Nord Dakota. Il progetto attraversa quattro Stati e trasporterà il greggio dai giacimenti del Dakota alle reti di gasdotti e raffinerie nel Midwest. Gli oppositori hanno ribadito molte volte come questo sia dannoso per l’ambiente. Le tribù ricordano come quelli siano per loro terreni sacri, e c’è chi fa l’esempio di un oleodotto che attraversi Garusalemme o Roma.
Ma Manitù pare sia considerato un Dio minore.

Interessi forti ragioni deboli
Gli ingegneri dell’esercito hanno annunciato l’intenzione di concedere un permesso speciale per far passare il discusso oleodotto attraverso il fiume Missuri, in Nord Dakota. Il genio Militare, il ramo dell’esercito specializzato in ingegneria e progettazione, intende evitare il consueto periodo di attesa di 14 giorni dopo la notifica al congresso degli atti. Significa che la perforazione potrebbe cominciare subito.
Lo studio sull’impatto ambientale del progetto, avviato dall’amministrazioen Obama è stato cancellato da Trump e la compagnia incaricata del progetto annuncia che il progetto potrà essere concluso in appena 60 giorni.

Ora altre battaglie giudiziarie e una resistenza molto dura da parte dei nativi e degli ambientalisti. Una marcia su Washington è già stata convocata per il 10 marzo.
Perché questa successione ininterrotta di provocazioni apertamente politiche da parte della nuova amministrazione? Attacco ai contropoteri americani: media e sistema giudiziario. E forzature delle regole, sfidare la protesta e ottenere il silenzio.
Pessimi segnali a meno di un mese dall’insediamento della nuova amministrazione Usa.
Ma accade anche di peggio, anche se meno spettacolare e mobilitante dei nostri amici Sioux.

Stop a Martin Luther King
Utilizzando una norma procedurale mai usata o quasi, il leader della maggioranza in Senato, Mitch McConnell, ha fatto togliere la parola alla senatrice del Massachussetts Elizabeth Warren. La paladina dell’ala liberal del partito stava parlando durante una maratona oratoria pensata per rallentare il processo di conferma del Segretario alla Giustizia Jeff Sessions, noto per le aver lavorato per disincentivare il voto afroamericano in Alabama, dove è stato Procuratore generale. Warren stava leggendo una lettera di Coretta Scott King, la vedova di Marthin Luther, che, nel 1986, chiedeva che Sessions non venisse confermato giudice federale; la nomina venne bocciata all’epoca.

King scriveva: «Sessions ha utilizzato il suo ruolo istituzionale per frenare il libero esercizio di voto da parte dei cittadini neri».
A Warren è stata tolta la parola e lei, è uscita dall’aula e ha letto la lettera su facebook, diventato virale in poco tempo con oltre tre milioni di persone in poche ore.

Le armi a scuola
Terzo pessimo segnale, rileva Left, il Senato ha confermato l’improbabile nomina di Betsy DeVos a Segretario all’istruzione, con due voti contrari di senatori repubblicani e il voto determinante del vicepresidente Mike Pence. È la prima volta che succede per una nomina che il vice esprima il suo voto, quello determinante quando il Senato è diviso esattamente a metà.

DeVos è diventata famosa a livello internazionale perché, durante le audizioni al senato ha sostenuto che non si devono bandire le armi dalle scuole, utilizzando come spiegazione che, «In Wyoming potrebbero doversi difendere da un grizzlie».
Ma dalla imbecillità di certi personaggi, chi difenderà il mondo?

 

CATTIVI PENSIERI
Di Mimmo Lombezzi

 

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