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mercoledì 16 Ottobre 2019

Israele, altro furto di Palestina e beffa al mondo

Furto di Stato. Prima lasciano che i coloni ebrei invadano terre rubandole ai palestinesi e vi costruiscano case, colonie, poi con una legge fatta in casa, dicono che il vecchio furto è diventato legale. Il parlamento israeliano legalizza 4.000 case costruite nei territori occupati della Palestina. L’Onu contro Israele: ‘la sanatoria sugli insediamenti avrà gravi conseguenze’. Il Segretario Guterres: violato il diritto internazionale.
Olp: «Ora l’unica strada è la Corte dell’Aja»

La prepotenza assoluta che suscita indignazione solo a sentirla raccontare. Al punto che persino la solitamente imbalsamata segreteria delle Nazioni Unite questa volta usa parole adeguatamente forti.
«Israele ha superato la linea rossa, punta “all’annessione di parti della Cisgiordania e viola il diritto internazionale». A dirlo è l’Onu, prima con il suo inviato in Medio Oriente Nicolay Mladenov e poi con lo stesso Segretario generale Antonio Guterres.
Una presa di posizione durissima, il giorno dopo l’approvazione da parte della Knesset del provvedimento che legalizza quattromila case di insediamenti ebraici, costruite su terre private palestinesi.

La legge, voluta dall’ala destra del governo guidato da Benjamin Netanyahu, va in senso contrario al buon senso, alla legalità più elementare, e alla Risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza, approvata lo scorso 23 dicembre, quella che chiedeva lo stop agli insediamenti nei Territori occupati, senza che gli Stati Uniti mettessero il solito veto alla risoluzione. L’ultimo Obama a fare infuriare Netanyahu e un furente Trump non ancora in carica.
Ieri la risposta di chi ha il potere e lo usa. Ma questa volta la spregiudicatezza forze ha straripato, è andata oltre il tollerabile del comune sentire. E l’Onu registra il cambiamento.
Il neo segretario Guterres, portoghese, ha parlato di «violazione che avrà conseguenze legali di vasta portata».

C’è ancora qualcuno al mondo che crede veramente che si arriverà mai, con il consenso di Israele, alla soluzione di ‘due popoli due Stati’?
Ieri l’Olp, l’Organizzazione di liberazione della Palestina ha definito la legge un “furto legalizzato” di terre palestinesi.
L’opposizione israeliana guidata dal laburista Isaac Herzog, che ha votato contro, ha parlato di una possibile incriminazione di Israele da parte della Corte penale internazionale.
La rabbia di Ankara. Anche la Turchia ha criticato la nuova legge israeliana. “Condanniamo con forza l’adozione da parte del parlamento di Israele della legge”, ha precisato il Ministero degli Esteri turco in un comunicato. Per Ankara è “inaccettabile” la politica di Israele, che “distrugge le basi per la soluzione dei due stati”. E oggi il ministro del turismo turco Nabi Avci è atteso a Tel Aviv, la prima visita da quando i due paesi lo scorso anno hanno ricucito le relazioni, gravemente danneggiate nel 2010 da un raid israeliano su una nave turca.

La legge è stata fortemente voluta dal partito ultraconservatore Focolare ebraico (molto vicino ai coloni) e dal suo leader Naftali Bennett che appoggia il governo del premier Netanyahu. Negli ultimi giorni si era pensato a uno stop del provvedimento dopo la retromarcia del presidente americano Donald Trump che aveva definito gli insediamenti un “ostacolo alla pace”. Ma ieri sera il parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato comunque la legge con 60 voti a favore e 52 contrari.
L’ambasciatore israeliano a Roma: «Noi abbiamo un governo di destra in Israele, la loro opinione è chiara. Detto ciò, abbiamo visto nel passato che Israele è un paese che rispetta le leggi e la cornice legale». Di legale qui c’è solo la cornice, forse, ma il contenuto?
«Il processo è ancora in corso. Ci saranno forti critiche ma anche con gli amici più stretti in Usa o in Europa non andiamo d’accordo su tutto».
Tradotto, ‘amici o nemici, noi facciamo quello che vogliamo’.

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