• 27 Febbraio 2020

Ucraina, Usa-Russia a frenare gli opposti estremismi

Se non è guerra aperta, poco ci manca
Chi gli scontri li provoca e chi reagisce, e nessuno sa mai chi ha iniziato e perché. Nel frattempo i morti per questa sorta di ‘diplomazia armata’, si avvicinano ai 40. E qualcuno a Washington e a Mosca adesso inizia a preoccuparsi.
Sul campo, scambio di accuse ormai classico. Kiev contro i separatisti del Donbass sostenuti da Mosca, e dal Cremlino il tentativo di Kiev di far ricadere la responsabilità per la crisi umanitaria nella regione.
Tecnicamente, la missione Osce in Ucraina ha rilevato l’impiego di armi vietate lungo la linea di contatto nella regione meridionale di Donbass in particolare attorno alla città di Avdiivka. Armi pesanti dove non dovrebbero essere, per ora.
Ma c’è dell’altro. Tanto altro da suscitare preoccupazioni ad alto livello.

Il comandante Anashchenko
Il 4 febbraio l’uccisione di Oleg Anashchenko, comandante militare dell’autoproclamata Repubblica Popolare di Luhansk. La jeep su cui viaggiava è stata ridotta in cenere dall’esplosione di un’auto imbottita con 5 chilogrammi di tritolo. Anashchenko è solo l’ultimo degli alti ufficiali delle milizie separatiste del Donbass a essere stati eliminati negli ultimi mesi. Prima di lui, il 16 ottobre del 2016, era toccato a Donetsk ad Arsen Pavlov, nome di battaglia “Motorola”. Ma se nel caso di Pavlov già a caldo si era fatta largo l’ipotesi di un regolamento di conto tra ribelli filorussi per il controllo dei traffici nella città -scrive Rocco Belantone su LookOut- secondo i separatisti di Luhansk l’omicidio di Anashchenko sarebbe stata opera dei servizi segreti ucraini.

La accuse di faziosità dai tifosi
L’attentato ha fatto salire a oltre 35 il numero di morti nel Donbass da lunedì 30 gennaio, con epicentro degli scontri la zona industriale di Avdiivka. Cosa accade là? Giovedì 2 febbraio la missione internazionale che vigila sul rispetto del cessate il fuoco nell’est dell’Ucraina ha pubblicato un rapporto in cui denunciava un aumento significativo delle violazioni della tregua nelle regioni di Donetsk e Lugansk. L’Osce ha fornito le prove sull’uso di sistemi lanciarazzi multipli vietati dagli accordi. Armamenti da Kiev e scombio di colpi di artiglieria tra le parti. Più di 10mila i colpi sparati. Più di 80 i feriti, tra cui oltre 45 civili, mentre sono stati almeno 60 gli edifici gravemente danneggiati.

La strategia statunitense
Gli Stati Uniti per il momento sembrano prendere tempo in attesa di affrontare direttamente con la Russia la grana ucraina. Prudenza dell’ambasciatrice americana Nikki Haley al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 3 febbraio, dove ha chiesto di mantenere le sanzioni contro Mosca per la questione Crimea, ma con toni quasi dolci. Sulla stessa linea, il colloquio telefonico di Donald Trump con il presidente ucraino Petro Poroshenko il 5 febbraio. Washington lavorerà con «Ucraina, Russia e tutte le altre parti coinvolte per aiutarle a ripristinare la pace lungo la frontiera». Stessa frenata espressa poche ore prima anche al segretario generale della Nato Stoltenberg: trovare una soluzione pacifica a un conflitto che dall’aprile del 2014 a oggi ha causato oltre 10mila morti.

Opposti estremismi locali
Approccio prudente da parte Usa sulla questione Ucraina, in attesa di affrontare il problema con Putin. Che ha a sua volta interesse a frenare la crisi e le stesse spinte più estreme dal Donbass. Un costo economico sempre più difficile da contenere. Ed ecco che la ripresa dei combattimenti trova spiegazione negli interessi locali, da un lato l’esercito regolare e le forze speciali ucraine, dall’altro le milizie separatiste, tutti alla conquista di infrastrutture energetiche di vitale importanza per la loro sopravvivenza e per conflitti di interesse interni. Guerra per fazioni rispetto ad interessi strategici diversi, ciò che sembra stia accadendo. Una pace conveniente per tutti è il traguardo a cui sembrano intenzionati o a puntare Washington e Mosca. E a Kiev e a Donestk, qualcuno dovrebbe iniziare a capirlo.

Remocontro

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