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giovedì 17 Ottobre 2019

Rispunta l’indistruttibile Kissinger, da Nixon a Trump

A volte ritornano. Con la nuova amministrazione Usa, il vecchio stratega della destra americana che, ci raccontano, sarebbe tornato di casa nella Stanza Ovale. A suggerire un patto con la Russia per strangolare la Cina, a spese anche dell’Iran. Fantapolitica, analisi e intuizioni geniali o senilità?
Henry Kissinger, alla tenera età di 93 anni, torna a sussurrare all’orecchio di un presidente degli Stati Uniti. Da solo o in conto terzi?

«Back door man», una espressione tutta americana che indica, con ‘l’uomo della porta posteriore’, l’uomo che si nasconde e che ha molto da nascondere. «Back door man» per eccellenza nella storia moderna americana, l’ex segretario di Stato Henry Kissinger che, alla tenera età di 93 anni, ‘torna a sussurrare all’orecchio di un presidente degli Stati Uniti’, sostiene LookOut. Kissinger che è legato a Trump da un’amicizia di lunga data. E che dietro le quinte della nuova amministrazione e nonostante i ritmi sincopati tra un rissoso ‘executive order’ e l’altro, avrebbe già visto diversi incontri tra l’ex consigliere di tanti presidenti e il nuovo Commander in Chief.

Kissinger_Mao fb

Alleanza con la Russia per la resa dei conti con la Cina. Accettare la sovranità sulla Crimea e sospendere le sanzioni economiche, approvare le basi militari sulle coste della Siria e il comando del generale Haftar in Cirenaica. Trovare un’intesa sulla spartizione della Siria e sulla lotta al terrorismo. Ecco cosa dovrebbe fare Donald Trump per garantirsi la non-ostilità della Russia e aver mano libera nel lanciare la sua sfida alla Cina, compensando l’ascesa di Pechino come potenza economico-militare e spezzando possibili intese tra le due potenze asiatiche, che minerebbero il primato americano e occidentale nel mondo.

Citato dal quotidiano tedesco Bild Zeitung un ‘suggerimento’ di Kissinger per rendere più armoniose le relazioni tra la Russia di Putin e gli Stati Uniti di Trump. Riconoscimento ufficiale della Crimea russa, sospensione delle sanzioni economiche e altro ancora. A cosa mira Kissinger? Certo non a un ‘mondo multipolare’ che rappresenterebbe le sovranità nazionali. Le mire di Kissinger e forse di Trump, per molti analisti sarebbero dirette ad erodere l’asse bilaterale che si sta rafforzando tra Cina e Russia, e che minaccia l’egemonia globale americana. L’idea di un riavvicinamento con la Russia rivolte a compensare l’ascesa della Cina come potenza militare.

Nixon fb

Un Kissinger datato ma non ridotti ai soli ricordi. La sue numerose visite in Russia nel 2016 e vari faccia a faccia con Vladimir Putin, o dell’incontro lo scorso dicembre con Xi Jinping che ha segnato il suo ritorno in Cina, dopo i viaggi preparatori dello storico meeting del 1972 tra Nixon e Mao Zedong. La storia, riproposta da Luciano Tirinnanzi, che insegue l’attualità. E Kissinger ma non solo. Nell’esecutivo diversi gli uomini vicini a Kissinger. Il neo Segretario alla Difesa, generale James “cane pazzo” Mattis, ad esempio, che fino al 2016 sedeva con Kissinger nel consiglio di ‘Theranos’, una discussa società che si occupa di alta tecnologia medica.

Oppure il neo Segretario di Stato, Rex Tillerson, l’ex amministratore delegato di ExxonMobile, molto vicino alla famiglia Rockefeller e dunque allo stesso Kissinger, che era amico personale di David Rockefeller e insieme al quale fondò nel 1973 la Commissione Trilaterale, un influente gruppo di studi geopolitici per la cooperazione internazionale. Tillerson e Kissinger fanno inoltre parte dell’influente Center for Strategic and International Studies, il CSIS di Washington. Va anche detto che Mattis e Tillerson, hanno in mano le redini della politica estera degli Stati Uniti e dunque nella posizione di poter sviluppare le linee guida disegnate da Kissinger.

Kissi tette fb

Appare storicamente singolare oggi che proprio Henry Kissinger, lo stratega del riavvicinamento Usa-Cina del 1972, si trovi accanto a Trump, su posizione strategicamente opposte. L’Amministrazione Trump apertamente ostile a Pechino, con Kissinger quasi costretto a giustificarlo con Pechino. «Questo presidente eletto -avrebbe confidato Kissinger a Xi Jinping nel suo ultimo viaggio in Cina- è unico nella mia esperienza, perché non ha assolutamente un bagaglio di obblighi verso alcun gruppo particolare, è diventato presidente sulla base della sua strategia». Trump sorpresa per tutti, dice Kissinger quasi a giustificarsi con qualcuno (chi?) per l’imprevedibile.

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