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mercoledì 18 Settembre 2019

Oliver Stone e ‘Ukraina on Fire’. Bugiando solo il giornalismo?

Chi è il responsabile della circolazione delle tante “fake news”, le notizie false in circolazione nel mondo? Oliver Stone, i regista americano non ha dubbi: non sono i canali non convenzionali, il web, ma, al contrario, le testate giornalistiche più prestigiose. Dimostrazione, l’Ucraina, golpe emericano contro la Russia. Tutto alla presentazione del documentario ‘Ukraine on Fire’, a Los Angeles che racconta la rivoluzione ucraina del 2014 letta in maniera alternativa. Con qualche affermazione categorica di troppo

Oliver Stone è considerato da tutti i critici un grande registra cinamatografico ma, sempre da tutti, anche un personaggio scomodo. Spesso esagerato. Ora, ad esempio, sostiene che a creare la più percolose bugie che ingannano il mondo, non è il web con le piccole ‘balle’ di siti che inventano, ma il ‘grande giornalismo’ fatto male o venduto. E poi l’America, quella di Obama che ha inventato e finanziato il colpo di Stato in Ucraina, e quella di oggi, quella di Trump, su cui neppure spreca fiato.

ukraine-on-fire sito

Ukraine on Fire
Presentando il documentario «Ukraine on Fire», che racconta la rivoluzione ucraina del 2014, Stone ha voluto raccontare il suo punto di vista, secondo il quale a generare (o a consentire) fake news sono prima di tutto i canali di stampa tradizionali e che quella rivoluzione, la cui responsabilità è stata attribuita alla Russia di Putin, è stata invece elaborata e finanziata dagli Stati Uniti per colpevolizzare la Russia e per giustificare ancora l’esistenza della Nato. Una valutazione diffusa.

Il documentario, presentato alla prima edizione di ‘Filming on Italy’ a Los Angeles, rivescia la storia più diffusa di una rivoluzione partita dal basso ma che invece, secondo la teoria raccontata nel documentario, è stato un vero e proprio colpo di stato che ha goduto dei finanziamenti degli stessi Stati Uniti. «L’America ha un ruolo enorme e una grossa responsabilità e continua a negarlo», ha detto il regista, premio Oscar per ‘Fuga di mezzanotte’, ‘Platoon’ e ‘Nato il 4 Luglio’.
«E’ una situazione dolorosa per la gente ucraina. Quello che noi raccontiamo non è la narrativa ufficiale, ma è quello che è accaduto. Non lo vedrete mai sui media americani, ma troveremo un modo di fare vedere in nostro documentario, sia pure su Youtube».

Stone Putin fb

Attacco alla stampa
Stone ha pesantemente attaccato la stampa americana, colpevole di accettare la versione governativa senza indagare, senza andare a fondo: «Dov’è andato il giornalismo degli anni Settanta, quello che ha portato allo scandalo del Watergate e ha mostrato la vera faccia della guerra in Vietnam?», si chiede Stone.
«Ad un certo punto ha smesso di avere senso critico. La funzione del giornalismo dovrebbe essere quella di analizzare le teorie delle fonti ufficiali e criticarle. Non lo sta più facendo e questo documentario mostra chiaramente che ha fallito».

Stone spara in alto. «New York Times, Washington Post e tutte le altre prestigiose testate americane non stanno facendo più il loro lavoro».
Stone ha commentato anche l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca e bollato come ridicole le teorie di ingerenza russa nelle elezioni.
«Sono gli Stati Uniti che hanno una lunga tradizione di ingerenza nella politica di altri paesi, non la Russia».
Rimaniamo ad Oliver Stone grande regista, premio Oscar per ‘Fuga di mezzanotte’, ‘Platoon’ e ‘Nato il 4 Luglio’. Sullo Stone giornalista ci sarebbe troppo da ridire.

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