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giovedì 19 Settembre 2019

La Francia di Le Pen ama Trump e non l’Europa

Marine Le Pen apre ufficialmente la sua campagna elettorale per le presidenziali. Il nazional populismo e il suo programma di rottura. 144 proposte per “rimettere in ordine la Francia”. Ipotesi uscita dall’Europa, dall’Euro e dalla Nato. Tante uscite per andare dove?

Nazional populismo della destra vincente. “Gli americani hanno eletto Donald Trump presidente degli Stati Uniti”, ricorda Marine Le Pen dal palco. E il riferimento al nuovo presidente Usa è accolto con un’ovazione nella sala. La destra francese ama l’America di Trump e odia Bruxelles, l’Unione, l’Euro e la Nato.

Questa è casa nostra”, Trump e Brexit “hanno indicato la via”: davanti a oltre 3.500 militanti riuniti a Lione Marine Le Pen lancia la sua scalata all’Eliseo, nel primo comizio elettorale in vista delle presidenziali del 23 aprile e del 7 maggio. Dalla ‘capitale dei Galli’ -Lione- la leader del Front National condanna l’Europa, l’ultraliberismo, il fondamentalismo islamico. “Il risveglio dei popoli contro le oligarchie può diventare realtà”, grida riferendosi all’uscita della Gran Bretagna dall’Ue e alle politiche di Trump.

Una prova di forza dai toni marcatamente nazionalistici, – quasi “un copia incolla” del padre Jean-Marie, commentano in tv – in cui ha invocato il patriottismo come rimedio a una globalizzazione senza regole di cui si pone come unico baluardo. Arringando la folla di militanti in estasi – bandito il vessillo europeo tra le migliaia di tricolori bleu-blanc-rouge – Le Pen ha sfoderato tutto l’armamentario frontista, racconta nella sua attenta cronaca l’Ansa.

A cominciare dall’attacco, durissimo, a quella stessa Ue a cui appena pochi giorni fa si è rifiutata di rimborsare i 300 mila euro che avrebbe dovuto restituire all’Europarlamento per aver remunerato un’assistente che in realtà lavorava a Parigi, nonché, il suo bodyguard. “L’Ue è un fallimento”, ha tuonato la leader d’estrema destra in corsa per la poltrona più importante di Francia. Se eletta, promette l’avvio di un negoziato di sei mesi con Bruxelles per recuperare quattro sovranità: monetaria – col ritorno a una “valuta nazionale” – legislativa, territoriale e di bilancio.

Ma se l’esito delle trattative non dovesse soddisfarla si schiererà risolutamente a favore del ‘Frexit’ dopo aver indetto un referendum sull’uscita del suo Paese dall’Ue. Dal palco del Palais des Congres, Le Pen ha anche promesso l’uscita dal comando integrato della Nato e di iscrivere nella costituzione una soglia minima del 2% per l’esercito.”In cinque anni voglio rimettere la Francia in ordine”, ha avvertito la capofila del patriottismo d’Oltralpe che propone “144 impegni presidenziali” per cambiare la République. Con lei all’Eliseo “leggi e valori saranno soltanto francesi”.

Poi l’affondo contro “l’ultraliberismo economico e il fondamentalismo islamico”, i “due totalitarismi che minacciano il nostro Paese”. Stop all’immigrazione di massa, agli aiuti medici di Stato, abrogazione dello ius soli, precedenza ai francesi nell’accesso al lavoro sono tra i punti del suo programma. Ma Le Pen promette anche un bonus per le fasce più deboli bacchettando gli esperti che si interrogano su come finanziarlo.

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