sabato 20 luglio 2019

Pancho Villa, eroe messicano contro altri yankee

Sul muro al confine tra Stati Uniti e Messico già abbiamo visto cadere, la settimana scorsa, la leggenda americana di David Crocket. Oggi cavalchiamo accanto all’eroe popolare messicano per antomasia, Pancho Villa, contro le prepotenze yankee di allora e di sempre. Quando invece di Trump avremmo trovato di fronte un tale George Smith Patton, giovane ufficiale Usa in attesa di diventare lo stratega dei carri armati nella seconda guerra mondiale

Alamo, David Crocket e il generale messicano che aveva ragione

Nei lunghi anni della rivoluzione messicana, tra il 1910 e il 1919, la frontiera tra Messico e Stati Uniti fu teatro di scontri che coinvolsero l’esercito americano e varie fazioni rivoluzionarie. Intervennero di volta in volta ‘Maderistas’, ‘Carrancistas’ e ‘Constitucionalistas’ fino al momento in cui, nel 1916, stanchi degli sconfinamenti delle bande messicane, gli Stati Uniti impiegarono una brigata per catturare Pancho Villa e riportare l’ordine nella regione. Non fu affatto quello che si definisce un successo militare: non solo la cattura di Villa non riuscì, ma un esercito regolare si trovò a fronteggiare il suo peggior nemico, ovvero una guerriglia sostenuta dalla popolazione su terreno sconosciuto. Nel febbraio 1917 le forze americane si ritirarono, ma avvennero anche altri episodi che alimentarono tante leggende: forse le ultime dell’epopea del West o le prime di una nuova era.

Pancho_Villa_cop

Nel marzo 1916, appena conclusa una serie di scontri intorno a San Diego, in California, la “Bandit War” per gli americani, una colonna di cinquecento guerriglieri a cavallo in cerca di rifornimenti attraversò il confine verso la città americana di Columbus, nello stato del Nuovo Messico. Villa raccontò in seguito di essere stato ingannato da un commerciante d’armi della città che in cambio di duemila dollari sarebbe stato disposto a rifornirlo, ma il colpo di mano ebbe esito disastroso per le forze messicane. La cavalleria americana attendeva i guerriglieri che dovettero accontentarsi di portare via muli e cavalli e furono costretti a ritirarsi dopo pesanti perdite. Di fronte a questo episodio però il presidente Wilson decise di intervenire in maniera energica mettendo al comando della spedizione punitiva, forte di ben cinquemila uomini e uno squadrone aereo, il generale John J. Pershing, uno degli ultimi ufficiali ancora in servizio che avesse partecipato alle guerre indiane.

pancho-villa-wanted-posterLa sorpresa di Pershing fu però di non trovarsi solo ad affrontare Villa, ma anche la fazione di Carranza, che pur combattendo a sua volta i ‘banditi’ di Villa ed essendo in genere favorevole agli Stati Uniti, non apprezzava in alcun modo la loro presenza in Messico in quanto lo avrebbe privato della legittimazione necessaria alla sua ambiziosa politica. Ai primi di settembre infatti, dopo vari scontri tra americani, ‘Carancistas’ e forze di Villa, iniziarono dei negoziati diretti tra Carranza e Wilson che con faticose tappe successive condussero al ritiro delle forze regolari americane il 5 febbraio 1917. L’insoddisfazione fu reciproca, ma la presidenza americana stava per affrontare un’altra battaglia, molto più dura dei raid di Pancho Villa: due mesi dopo l’America, dichiarando guerra alla Germania, il 6 aprile, sarebbe entrata nella Prima Guerra mondiale.

PNCHO CON AMERICANI SITO

In questa breve guerra di confine fu un tenente di cavalleria aiutante del generale Pershing a diventare una figura molto popolare: George Smith Patton, il futuro ‘generale d’acciaio’, fu infatti protagonista di un avventuroso episodio che entrò nella leggenda. Incaricato di catturare uno dei più stretti collaboratori di Pancho Villa, Patton si recò con alcune automobili cariche di soldati alla fazenda del ricercato. Tra i guerriglieri e gli americani esplose un confuso conflitto a fuoco con morti e feriti, e assieme, e due versioni dei fatti -più leggende che cronache- completamente diverse. Secondo alcuni Patton mise una mitragliatrice sul tetto di un’auto e a raffiche coprì l’avanzata dei suoi fino alla casa, profetizzando il suo futuro di comandante di carri armati. Secondo altri affrontò il messicano in una vera e propria sfida alla pistola degna della migliore tradizione del West.

 

CATTIVI PENSIERI
Di Mimmo Lombezzi

Puta

 

E PRIMA FU DAVID CROCKET

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