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mercoledì 16 Ottobre 2019

Trump di prepotenza per arrivare a cosa?

Prima settimana di mandato e il presidente degli Stati Uniti ha mantenuto alto lo scontro con i suoi avversari, dando risalto ad alcune scelte simboliche -aborto, Tpp, migranti, ecologia- ma spostando nei fatti l’asse del governo rispetto all’amministrazione Obama con il via libera agli oleodotti e nella campagna contro la stampa. Fini elettorali? Solo in parte.
‘Dump Trump’, insulta la piazza ostile. Le cancellerie occidentali allibite provano a frenare, mentre la politichetta ruffiana nei singoli Paesi insegue il neo campione mondiale del Nazional populismo.
La rassegna stampa internazionale.

Trump ha scelto di tenere alto il livello di scontro con gli avversari politici e con diversi settori della società americana. Provocazioni e balle. Il nuovo presidente torna sulla questione delle elezioni di novembre, sostenendo di aver perso il voto popolare solo “perché tra i tre e i cinque milioni di persone hanno votato illegalmente” e di voler far partire un’indagine. L’asserzione sulle frodi elettorali non trova riscontro in alcun documento ufficiale o studio, ma fa il paio con gli hacker russi contro il partito democratico. Provocazioni politiche a colpi di twitt, con un solo dato certo: il pasticcio creato dall’affrettato decreto presidenziale sui migranti da Paesi musulmani ritenuti ‘pericolosi’. Tutti gli ‘avversario ‘politici Usa, esclusa l’Arabia Saudita che ad Al Qaeda e Bin Laden ha dato i natali. Oltre ad essere la culla dell’estremism o islamico wahabita.

Il bando di Donald Trump all’immigrazione, fermato parzialmente ieri da un giudice federale, mentre la protesta dilaga negli Stati Uniti e nel mondo. Diverse migliaia di persone di fronte alla Casa Bianca con lo slogan ‘No Muslim ban’. Mentre una folla enorme si è riunita a Battery Park, la punta sud di Manhattan sulla baia di New York, di fronte alla Statua della libertà, simbolo del sogno che ha creato l’America, nazione di migranti. Contro ‘Dump Trump’, dump come ‘spazzatura’, anche negli aeroporti dove migliaia di persone protestano e decine di avvocati si preparano a fare a fette quel decreto scritto male e di corsa solo per fare casino. Infatti, i procuratori generali di 15 stati e della capitale hanno emesso una dichiarazione congiunta con cui condannano come incostituzionale il provvedimento di Trump contro i viaggiatori provenienti da sette Paesi a maggioranza islamica.

Ripensamenti moderati d’obbligo, mentre dal mondo è un coro di dissensi. Secondo il New York Times, verranno esentati dal divieto di ingresso i possessori della carta verde, ad esempio docenti universitari, managers e diplomatici, che garantisce il soggiorno su territorio americano. Un tentativo di pezza sul buco mentre le cancellerie amiche in imbarazzo prendono le distanze. Da Theresa May che voleva l’asse Atlantico con Trump per gestire la Brexit, alla cancelliera tedesca Merkel e Trudeau, primo ministro canadese, i conservatori scozzesi, eccetera eccetera. Ovviamente i nazional populisti di casa tifosi applaudono e i ruffiani politici inseguono. Da Palermo il fantasmico ministro degli esteri Alfano: “L’Europa che alza muri non dia lezioni a Trump”. Un po’ di ragione e molto opportunismo a caccia di qualche voto in più da rubare a destra.

Un ricorso alla Corte Suprema Usa sembra sia imminente ed è basato sulla violazione proprio della Costituzione statunitense che stabilisce il diritto ad esprimere la propria appartenenza religiosa senza dover subire persecuzioni o limiti. Ma Trump sembra voler andare oltre. Alla Sicurezza interna stanno discutendo la possibilità di verificare i siti web ed i social media frequentati di chi vuole entrare negli Usa. Temiamo che Remocontro sia sconsigliato. Per fortuna, oltre la rabbia di piazza, negli Stati Uniti qualcuno inizia a fare politica sui fatti. Ed esce, ad esempio, che le nazioni escluse dalla lista nera sono proprio quelle che hanno dato i natali agli autori delle più efferate stragi contro cittadini americani. Tra i consiglieri di Trump, o qualcuno era distratto, o l’obiettivo della sparata anti migranti era soltanto l’ennesima provocazione, come noi riteniamo.

LA STAMPA MONDIALE

30/01/17 FT.com
L’Iran dice che divieto di viaggiare di Donald Trump è un ‘dono per gli estremisti’. Teheran non rilascerà più visti a cittadini statunitensi in risposta alla disposizione del Presidente, afferma il Ministro degli Esteri

30/01/17 FT.com
In che modo l’Europa può evitare di cadere nella trappola di Trump. La retorica delle condizioni onerose della Brexit spinge il Regno Unito nelle mani degli Stati Uniti

30/01/17 independent.co.
T. May conferma che la maggior parte dei cittadini del Regno Unito saranno esenti dal ‘divieto musulmano’ di Trump nel tentativo di limitare i danni al suo governo.

29/01/17 lemonde.fr
Air France e altre numerose compagnie aeree hanno applicato il decreto anti-immigrati di Donald Trump. Una cinquantina di persone si sono viste rifiutare l’imbarco verso gli USA dopo la
firma di un ordine esecutivo destinato a bloccare l’immigrazione

29/01/17 nytimes.com 1
Secondo gli esperti, il divieto di Trump non ridurrà il rischio terrorismo. Secondo diversi esperti, l’effetto opposto potrebbe essere quello di rendere il rischio maggiore.

29/01/17 online.wsj.com 1 L’ordine esecutivo di Trump sull’immigrazione scatena il caos.
Scienziati, uomini d’affari e famiglie bloccati per il divieto
d’ingresso negli USA.

29/01/17 online.wsj.com
La Merkel e la May criticano il divieto di Trump all’ingresso negli USA di rifugiati. Secondo la Cancelliera tedesca, la lotta contro il terrorismo non giustifica i sospetti nei confronti di una nazionalità o religione.

29/01/17 washingtonpost.com
Trump ha promesso rottura, ed è quello che sta facendo. Nella sua prima settimana Trump sta implementando esattamente le idee proposte in campagna elettorale.

29/01/17 washingtonpost.com
Alti esponenti repubblicani esprimono preoccupazione per il danno all’immagine USA. Gli esponenti non hanno tuttavia apertamente criticato l’ordine di divieto di ingresso negli USA per i cittadini di 7 Paesi.

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