• 19 Febbraio 2020

Incognite e bluff delle presidenziali francesi

D’accordo, nessuno credeva a Trump e molti avrebbero scommesso sulla bocciatura della Brexit. Solo per il referendum italiano i sondaggi non davano scampo a Renzi. Ma non sono argomenti sufficienti per raccontare, come fanno molti, che le presidenziali francesi siano giá decise. Dunque, in sintesi, la nazional populista Marine Le Pen, in testa al primo turno, con pieno di voti, essendo sdoganata dal Trumpismo imperante e dall’ossessione dei francesi per sicurezza e immigrazione.

Al secondo posto, il leader del centro destra #semprepiúadestra François Fillon, trionfatore delle primarie e sicuro vincente al secondo turno, nella finalissima contro Marine Le Pen. Tutti gli altri fuori dalla corsa, con un malinconico ultimo posto per il candidato socialista, chiunque sia, anche se le primarie socialiste di domenica indicheranno quasi sicuramente il radicalutopista Benôit Hamon.

Giochi fatti? Nemmeno per idea, il che é strano e sorprendente a meno di tre mesi dal voto.
Il 70 per cento dei francesi non crede a nessuno, pensa che la politica debba rinnovarsi, che la democrazia non funzioni, che la voce dei cittadini sia un optional.

La tegola che ha colpito Fillon -le rivelazioni sul lavoro da portaborse parlamentare della moglie, fasullo e ben retribuito- potrebbe costargli cara. Non tanto sul piano giudiziario (pare sia tutto regolare e pratica comune assumere parenti a spese dello Stato) quanto perché l’immagine che Fillon aveva accreditato della signora Penelope era di una mamma tutta casa e famiglia, discreta e fuori dai corridoi del potere. Mah?
Del resto, chi si mette in corsa per l’Eliseo sa di dovere affrontare colpi bassi e carognate. C’é da scommettere che sul cattolico moralista Fillon prima o poi fioccheranno gossip. Perché qualcuno avrá da ridire anche sul vezzo delle calzette rosse.

Fillon é stato costretto ad ammettere il lavoro della moglie, ha parlato di regolari dichiarazioni al fisco. Dunque niente da nascondere. Ma intanto gli avversari si fregano le mani. In particolare Emmanuel Macron, l’ex banchiere targato Rotschild che sta conquistando il centro e i delusi della sinistra riformista e che potrebbe pescare un po’ a destra. Potrebbe essere lui a sfidare Marine Le Pen, con esiti piuttosto incerti.

Non é affatto scontato che la sinistra si schieri con lui e che la destra non sia tentata da sostenere Marine. In questi casi, contano l’assenteismo, il momento politico/sociale, le influenze esterne. Ovvero Trump e Putin al capezzale dell’Europa, cosi come la vorrebbero loro, implosa e succube, per ora appesa alla salute precaria di molti stati membri e alla solitudine della Germania.

Massimo Nava

Massimo Nava

Massimo Nava, giornalista, editorialista del Corriere della Sera da Parigi, già inviato di guerra in numerosi conflitti e autore di numerosi libri.

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