• 27 Febbraio 2020

Coppia atlantica: «Il nostro destino è guidare il mondo»

La strana coppia. Mano nella mano come nei balli di corte di imperi lontani. Danze diplomatiche alla Casa Bianca dell’era Trump che riesumano le storiche relazioni speciali che legano Stati Uniti e Regno Unito. Tutte da reinventare nei fatti. Fa la civetta la premier britannica Theresa May, primo leader straniero che Donald Trump presidente riceve alla Casa Bianca, a pochi giorni dal suo insediamento. Trump applaude Brexit ma Theresa su quel fronte è nei guai (che accadrà dopo?), ed ha anche qualche grosso problemino di sicurezza sul Baltico, con Putin e dintorni. Trump concede
promesse, ‘e poi vedremo’. Oggi Theresa, domani la telefonata con Vladimir Putin: «Non lo conosco», afferma, «ma spero in buone relazioni. Vediamo cosa succede». E quale dovrebbe essere per Trump l’interesse prevalente?

Prosperità e fermezza è lo slogan condiviso dai due, come se fosse facile. «La Brexit sarà fantastica per il vostro Paese», ha detto Trump, ricordando che lui l’aveva prevista. «Avrete la vostra identità e le persone che vorrete nel vostro Paese, potrete fare accordi commerciali liberamente senza che nessuno vi guardi». Messaggio politico che Theresa May riporterà a Londra dove la aspettano tanti aggvressivo dubbi parlamentari. Questa la ‘copertina’. Pagine interne: la questione Nato che per la Gran Bretagna è sicurezza vitale. E Trump si quello pare ripensarci. Problema Russia, accenni per non litigare: dalla Gran Bretagna ancora sanzioni sul pasticcio Ucraina, che invece Trump vorrebbe scaricare. Dissenso formale sulle torture che Trump vorrebbe ripristinare nella lotta al terrorismo.

Nulla di simile alla coppia Reagan-Thatcher. Colori vivaci ma personaggi sbiaditi sulla scena oggi.
Con qualche ambizione di troppo (Trump), e qualche illusione (May), di un rinnovato privilegio atlantico per l’isola che ha deciso di non attraversare più la Manica. Theresa May vorrebbe ricostruire con Trump il rapporto Washington-Londra degli anni Ottanta, trasformando il legame speciale che negli ultimi 100 anni ha unito i destini di Gran Bretagna e Stati Uniti. Un progetto neo-conservatore da contrapporre al ‘neo laburismo’ dell’era Clinton-Blair. Ricreare con Donald Trump quello che in tempi più recenti era il legame tra Ronald Reagan e Margaret Thatcher ma, come detto, non basta un vertice e una photo opportunity a dare spessore alle ambizioni.

La ‘strana coppia’ analizzata acutamente su Il Manifesto. Theresa May, ‘prodotto dell’establishment inglese, laureata ad Oxford, passata alla Banca d’Inghilterra, deputato fin dal 1997’, la descrive Fabrizio Tonello. «Trump è un miliardario narcisista e bugiardo, che non ha mai ricoperto una carica politica, e abile in una sola cosa: dominare i telegiornali serali con dichiarazione provocatorie». Descrizione impietosa ma veritiera. Ma il problema vero non sono i caratteri ma la divergenze sulla questione chiave dei rapporti con la Russia e sulla visione economica. Valgono più antiche tradizioni o attualissimi interessi con Mosca? Theresa May ha bisogno di avere un alleato nei difficili negoziati con l’Unione Europea ma quale interesse potrebbe avere Trump a darle una mano?

Ma Trump resta Trump. «Credo che la tortura, il waterboarding funzionino», aveva ribadito Trump nella conferenza stampa congiunta alla Casa Bianca gelando Theresa May. Poi ha provato a rassicurarla precisando che si atterrà alle decisioni dei capi del Pentagono e della Cia, che nelle loro audizioni sotto giuramento al Congresso si sono dichiarati contrari alla tortura, vietata dalle leggi Usa. Con Theresa May ancora in casa, il rullo compressore Trump schiaccia altri sassi. Bloccato il programma di accoglienza profughi. “Priorità solo ai rifugiati cristiani”. Sospesi gli ingressi di siriani. E per 3 mesi quelli libici, iraniano, iracheni, somali, sudanesi e yemeniti. Nel 2017 solo 50 mila rifugiati negli Usa. Stop rinnovo automatico dei visti per stranieri.
Promesse/minacce che Mimmo Lombezzi legge così.

WAter

 

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