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lunedì 9 Dicembre 2019

Messico, chi difende terra e natura muore

Ucciso in Messico un altro ‘Nobel Verde’, Isidro Baldenegro, secondo vincitore del ‘premio Goldman’ assassinato nell’ultimo anno. Proteggeva i boschi della sierra Tarahumara.
Isidro Baldenegro, figlio, e Julio Baldenegro padre, difendevano i boschi della Sierra Tarahumara dai cacciatori di legname; Berta Cáceres difendeva i fiumi nell’Honduras nord occidentale. Stessa passione, comune destino di essere uccisi senza pietà, lottando.

Isidro Baldenegro Lopez, era un dirigente indigeno messicano noto nel mondo per le sue battaglie ambientaliste e vincitore del Premio Goldman, il maggior riconoscimento internazionale per la difesa dell’ambiente. Isidro è stato ucciso nella sua comunità nelle montagne della Sierra Madre settentrionale, nello stato di Chihuahua, da un gruppo di uomini armati, killer di un mix criminale tra tagliaboschi, caporali locali, e narcotrafficanti.

Isidro Baldenegro Lopez aveva 51 anni. Attivista ambientale e difensore delle foreste della Sierra Madre nel Messico occidentale, è stato ucciso di domenica a casa di un parente dove si nascondeva per via di tutte le minacce di morte che aveva ricevuto. Ucciso con sei colpi di pistola, come esecuzione mafiosa impone. Un destino di famiglia, ci ricorda Doriana Goracci su Agora Vox Italia, perché anche il padre, Julio, fu ucciso da altri killer nel 1986. Entrambi leader degli indiani Tarahumara, che lottano per difendere i boschi.

Ecologismo di frontiera e trincea di guerra. Isisdro Baldenegro è il secondo attivista tra i nativi messicani al quale era stato concesso il Premio Goldman, ucciso in America Latina negli ultimi 12 mesi. Stato di guerra dichiarato dopo l’omicidio dell’honduregna Berta Caceres, nel marzo dell’anno scorso. Ma nel 2016 era stata uccisa in Honduras anche un’altra attivista, Lesbia Yaneth Urquia, che apparteneva alla ong ‘Consiglio delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras’ (Copinh), organismo fondato da Berta Caceres.

Dalla sua comunità di Coloradas de la Virgen, nella località di Guadalupe y Calvo, Isidro Baldenegro, ha promosso numerose battaglie contro la deforestazione selvaggia e per la protezione della Sierra Tarahumara, finendo nel mirino delle autorità locali. Nel 2003 era perfino finito in carcere, accusato falsamente di possesso di stupefacenti e di armi da guerra, ma la giustizia aveva dovuto liberarlo dopo una vasta campagna internazionale a suo favore, durante la quale Amnesty International lo aveva adottato come ‘prigioniero di coscienza’.

I Tarahumara, popolazione che vive tra i canyon della Sierra Madre Occidentale nel nord del Messico, dove si è ritirata cinque secoli fa per sfuggire agli invasori spagnoli, racconta da sempre che «Ogni stella del firmamento è un Indiano Tarahumara, gli uomini ne hanno tre e le donne quattro, dal momento che esse generano nuova vita». I Tarahumara e gli alberi. Leggete cosa scriveva Isidro Baldenegro su ‘Fuerza Ambiental’. Quasi un documento alla stupidità dell’uomo bianco e degli squadroni armati di cui si serve.

«Gli alberi sono indispensabili per la vita sulla terra -scrive Fuerza Ambiental-. Oltre a fornirci un’infinità di prodotti (legno, cibo, medicine, ecc. ), i boschi sono chiavi per la regolazione del clima a livello globale; ospitano numerose specie di Flora e fauna, contribuendo alla conservazione della biodiversità; agiscono come depositi di carbonio, controllando così l’effetto serra; trattengono i pavimenti e, pertanto, diminuiscono l’erosione e la desertificazione; favoriscono la fertilità agricola e regolano il ciclo dell’acqua, tra gli altri vantaggi».

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