• 20 Febbraio 2020

L’ultimo raid di Obama è stato sulla Libia

Efficacia militare tutta ancora da verificare, ma spettacolarità certa. Una vagonata di bombe portate sulla Libia direttamente dal Mossouri a bordo dei fantasmagorici bombardieri stealth ‘B-2 Spirit’ che soltanto a farli volate, costano mezzo pil della Libia. Bombardieri B-2 affiancati da alcuni droni, probabilmente quelli decollati sotto casa, dalla base italiana di Sigonella col compito di sorvegliare gli obiettivi. L’attacco è avvenuto nella notte tra il 18 e il 19 gennaio, spiega il portavoce del Pentagono, Peter Cook, a dirci dell’ultimo atto di Obama Comandante in capo.

L’ Operazione “Odissey Lightning”, l’intervento aereo statunitense in Libia contro il Califfato iniziato nell’agosto 2016 ha totalizzato circa 500 incursioni decisamente meno impegnative di quella di ieri. In genere attacchi di droni MQ-9 Reaper decollati da Sigonella, o elicotteri decollati da una nave. Un impegno militarmente relativo, da domani alla verifica della nuova amministrazione che ha sempre detto di voler potenziare la lotta ai jihadisti.

Bersagli dell’AfriCom ieri, due campi del Daesh a sud di Sirte e -dichiarazioni di Washington- e un bilancio presunto di 80/90 miliziani Isis uccisi. Il raid è stato compiuto appena un mese dopo dall’annuncio della fine delle operazioni militari americane in Libia in cui il Pentagono si era però riservato di effettuare successivi interventi mirati se la situazione sul terreno lo avesse richiesto.

‘Attacco preventivo’, quasi fosse una battuta. «Questi raid sono una misura preventiva per bloccare i tentativi dello Stato Islamico di riunire i suoi esponenti con l’obiettivo di sferrare un nuovo attacco contro la città e altre zone della Libia», si legge in un comunicato del Consiglio presidenziale del governo di ‘concordia nazionale’ guidato da Fayez al-Serraj. L’Italia, se mai fosse stata informata, ringrazia.

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