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domenica 15 Settembre 2019

E Grillo diventa europeista ma l’Europa non diventa grillina

Il teatrino di Grillo sbarca a Bruxelles. Con la votazione online a sorpresa il Movimento 5 Stelle abbandona gli scettici ed entra nell’Alde, il gruppo dei liberali che amano l’euro e sognano gli Stati Uniti di Europa. Intanto il Movimento si spacca e Salvini ringrazia e chiama a sé i delusi.

Era facile da immaginare che il gruppo più europeista avrebbe detto no un movimento euroscettico. Era difficile immaginare Beppe Grillo voler condividere la stanza con Mario Monti, impossibile pensarli nello stesso gruppo parlamentare, assurdo trovarli in accordo sull’idea di Europa. Eppure per convenienza da oggi il Movimento 5 Stelle ha provato ad abbandonare l’euroscettico Nigel Farage per aderire all’eurogruppo dell’ex premier del governo tecnico tanto voluto dal tanto odiato Giorgio Napolitano.

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Il voto on line

La decisione è stata presa con il 78,5% degli iscritti M5s ha detto Sì al passaggio del Movimento all’eurogruppo di Alde in Europa. Una consultazione lampo con 40 mila iscritti che si sono recati alle “urne on line” per seguire il cambio di rotta guidato da capitan Grillo. L’Alde è il gruppo dei liberali e democratici, terza forza al parlamento europeo e soprattutto il movimento politico più europeista e federalista a Bruxelles. Ma l’Alde è anche capitanato da Guy Verhofstadt, definito il 30 luglio 2015 sul blog pentastellato “il politico che più dentro al Parlamento europeo incarna l’euroStatocentrismo”.

5 stelle per l’Europa

Per comprendere la significativa distanza tra le idee del gruppo liberale e quello dei pentastellati basta notare che il programma dell’Alde prevede il raggiungimento degli Stati Uniti di Europa mentre i 5 Stelle chiedono un referendum sull’euro. Luigi Di Maio prova a placare i dissidi interni giudicando il cambio di gruppo come una mera scelta “tecnica”. Le polemiche interne al Movimento non mancano, soprattutto dopo l’indiscrezione trapelata sui social secondo cui l’accordo tra Grillo e Verhofstadt era stato sottoscritto prima della consultazione degli iscritti, ovvero il 4 gennaio.

L’ultimo colpo di teatro

Una mossa inaspettata, un colpo di teatro che lascia tutti a bocca aperta ma non troppo se si guardano le mosse compiute dal 5 dicembre in poi. La confusione regna all’interno del Movimento, basti pensare all’Italicum che da “legge incostituzionale” diventa la legge da estendere anche al Senato, alle sparate in stile Le Pen “gli immigrati vanno espulsi domattina se irregolari” per passare al garantismo inaspettato con il “codice etico”, senza dimenticare la “giuria popolare” contro i media e adesso ecco spuntare l’improvvisa voglia di Europa.  L’ultima mossa è la più gradita a Salvini che ringrazia così: “Le porte della Lega sono aperte per eletti e elettori 5 Stelle che in buona fede vogliono continuare a combattere questa Europa e questo euro”.

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