mercoledì 20 marzo 2019

Gerusalemme, camion killer sui soldati, 4 morti

SE NELLA QUESTIONE PALESTINESE AFFACCIA ISIS –
Palestinese si lancia con il camion sui soldati israeliani alla fermata dell’autobus, 4 di loro sono morti. I colleghi uccidono l’attentatore. Hamas: “Avanti con l’Intifada”. Netanyahu: “Il killer è dell’Isis”. Le dichiarazioni estremiste dal ministero degli esteri.

È accaduto a Talpiot, quartiere ebraico della zona meridionale di Gerusalemme. L’attentatore, palestinese, ha lanciato il camion di cui era alla guida su un gruppo di soldati appena scesi dall’autobus, uccidendone 4 e ferendo almeno 15 persone. L’attentatore è stato quindi ucciso dai commilitoni rimasti illesi. Le vittime sarebbero tre donne e un uomo sui vent’anni, militari di leva, a quanto ha riferito la polizia israeliana.
E sul dramma palestinese irrisolto piomba lo spettro dello jihadismo Isis. Stando a quanto ha affermato il premier israeliano Netanyahu, durante il Consiglio di difesa straordinario.
«Secondo tutti gli elementi raccolti finora l’autore dell’attentato è un sostenitore dello Stato Islamico. Sappiamo che c’è un filo comune di attentati e certamente può esserci un legame con la Francia e Berlino e adesso Gerusalemme». Affermazioni gravi e per ora priva di riscontri.

Salvo possibili mosse propagandistiche di politica interna ad Israele sulla lacerante questione delle colonie ebraiche in terra araba, la novità, se confermata, lancerebbe un segnale dei massimo allarme. Rabbia legittima e strumentalità esterna sempre possibile nella partita palestinese mai risolta.
«Quando il mondo capirà che il problema è l’odio palestinese?», domanda via Twitter il portavoce del ministero degli Esteri Emmanuel Nahshon, nello stile del governo dell’ultra destra attualmente al potere.
Risposta dal più diffuso sentire della comunità internazionale, «Quando Israele capirà che la pace sarà garantita solo attraverso per la concessione di uno Stato palestinese: «Due popoli, due Stati».
Ed estremismo contro estremismo, da Gaza arriva il plauso di Hamas per l’azione terroristica.

Il portavoce del movimento islamico Hazzem Qassem, ripreso dai media israeliani, ha scritto sulla sua pagine Facebook che «le continue operazioni in Cisgiordania e a Gerusalemme est provano che l’Intifada di Gerusalemme non è un evento isolato, ma piuttosto una decisione del popolo palestinese di ribellarsi finché non otterrà la sua libertà e liberazione dall’occupazione israeliana».
Le Brigate Qassam, ala militare di Hamas, hanno fatto sapere che Fadi al-Qanbar -l’attentatore-
«era stato rilasciato dalle prigioni israeliane».
Un comunicato del gruppo citato dai media israeliani lo definisce, «mujahid, combattente jihadi».
Non è Daesh-Isis come affermato da Netanyahu, ma è segnale di svolta estremista interna alla rabbia palestinese.

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