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lunedì 16 Settembre 2019

Autocisterna bomba strage in Siria. Tregua e terrorismo

Almeno 60 morti e 150 feriti per una autocisterna fatta esplodere tra la folla nella città di Azaz, provincia di Aleppo. La tregua non limita gli scontri a fuoco. E intanto la Russia inizia il ritiro dal Paese

Un camion cisterna carico di combustibile e di esplosivo a cercare la bomba assoluta e la strage. Ed è esploso in un affollato mercato della città siriana di Azaz, nella provincia di Aleppo controllata da gruppi ribelli nel nord della Siria, non lontano dalla frontiera con la Turchia. Almeno 60 le vittime e 150 i feriti. A darne notizia è stato per primo l’Osservatorio siriano dei diritti umani, spiegando che la violenta esplosione ha causato anche numerosi danni. L’identificazione delle vittime è resa difficile dal fatto che alcuni corpi sono stati completamente bruciati nella deflagrazione.

L’attentato non è stato finora rivendicato, ma le modalità, secondi gli esperti, portano agli gruppo terroristico Daesh, o Isis, esclusa dalla tregua mediata da Russia e Turchia e in conflitto sul campo che quei ribelli ‘moderati’ della città di Azaz che invece la tregua hanno firmato. Ad Azaz, nelle ultime settimane, sono arrivati molti civili e ribelli armati evacuati da Aleppo in base all’accordo tra Russia e Turchia che il 30 dicembre ha portato all’inizio di un cessate il fuoco esteso a tutta la Siria. Il terrorismo stragista per rilanciare la guerra assoluta che sta perseguendo Isis, è lo scenario.

Intanto si segnalano ancora combattimenti. Almeno 9 persone uccise nella notte in scontri avvenuti vicino Damasco. Bombardamenti condotti da elicotteri governativi sono stati segnalati ieri nella Valle di Barada, pochi chilometri a nord-ovest della capitale, da dove proviene la maggior parte delle risorse idriche per la capitale. Il governo si è rivolto all’Onu accusando i ribelli di “crimini di guerra e crimini contro l’umanità” per avere interrotto i rifornimenti, lasciando senza acqua oltre quattro milioni di persone ma le formazioni ribelli accusano i bombardamenti lealisti per i danni.

In questo scenario, la Russia ha annunciato di aver iniziato nella giornata di ieri il ritiro delle proprie truppe, precisando che il gruppo navale guidato dalla portaerei Kuznetsov sarà il primo a lasciare l’area. Il contingente di Mosca, riconosce Damasco, «è stato fondamentale per le nostre vittorie», dichiara il capo dello Stato Maggiore delle forze armate siriane, il generale Ali Abdullah Ayyoub. Nel frattempo le Forze democratiche siriane a predominanza curda, coi bombardamenti americani, hanno strappato il castello medievale di Jaabar, a ridosso della diga di Tabqa sull’Eufrate.

LA FOLLIA DISEGNATA DA MIMMO LOMBEZZI

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