mercoledì 17 luglio 2019

Brexit col mal di pancia. Lascia l’ambasciatore inglese all’Ue

Sir Ivan Rogers, l’ambasciatore britannico all’Unione europea ha dato inaspettatamente le dimissioni oggi. La decisione di lasciare, confermata dal Foreign Office, ha colto di sorpresa Downing Street e priva la Gran Bretagna di uno dei maggiori esperti di Unione Europea, che avrebbe dovuto avere un ruolo di rilievo nelle trattative su Brexit.
Timori di molti a Bruxelles e in altre capitali Ue che il Governo britannico di Theresa May abbia scelto una ‘hard Brexit’, una uscita litigiosa.

Non si diventa baronetti per caso. Sir Ivan Rogers, l’ambasciatore britannico all’Unione europea ha dato inaspettatamente le dimissioni oggi. Senza sbattere la porta ma con motivazioni sintetiche e chiare anche se ufficiose: disaccordi con Downing Street
E il Regno Unito perde pezzi a poche settimane dall’inizio dei cruciali negoziati con Bruxelles sull’uscita dalla Ue. Sir Ivan Rogers, l’ambasciatore britannico all’Ue è considerato uno dei maggiori esperti di Unione Europea, e avrebbe dovuto avere un ruolo di rilievo nelle trattative su Brexit.

Secondo voci non ufficiali ma bene informate, Rogers ha lasciato perché bersagliato di critiche dal fronte pro-Brexit, che lo considera troppo filo-europeo, e perché frustrato dall’indecisione del Governo sulla strategia da adottare. Downing Street lo riteneva troppo pessimista, mentre Rogers considerava il Governo poco informato e poco realistico sulle difficoltà dei negoziati con Bruxelles.
Lo scorso anno Rogers aveva avvertito Downing Street che ci sarebbero voluti dieci anni, non i due previsti, per negoziare un accordo di libero scambio con la Ue. Il memorandum sulla complessità delle trattative, sottovalutata dal Governo britannico, era stato reso noto per danneggiarlo.

Secondo il quotidiano Daily Mail, diverse persone «avevano chiesto la testa di Sir Ivan e la sua sostituzione con un diplomatico più energicamente pro-Brexit». Charles Grant, direttore del Centre for European Reform, ha dichiarato che «le dimissioni di Ivan Rogers rendono meno probabile un buon accordo su Brexit, perché era una delle poche persone al vertice che capiscono la Ue». L’ambasciatore è un veterano che in passato era stato segretario privato sia del cancelliere conservatore Kenneth Clarke che del premier laburista Tony Blair. Inviato a Bruxelles come chief of staff di Lord Brittan, il commissario Ue al commercio, aveva accumulato una vasta esperienza ed era rispettato per la sua competenza.

Le dimissioni dell’ambasciatore rafforzano i timori di molti a Bruxelles e in altre capitali Uh che il Governo britannico si stia orientando sempre più verso una ‘hard Brexit’, un taglio netto e litigioso con Bruxelles che prevede anche l’uscita dal mercato unico, e che la premier Theresa May stia gradualmente eliminando le voci moderate e filo-Ue.

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