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venerdì 6 Dicembre 2019

Tregua generale in Siria, Ankara annuncia Mosca non conferma

SPERANZE IN BILICO, FORSE TREGUA GENERALE IN SIRIA – Il Cremlino non conferma la notizia dell’accordo tra Russia e Turchia per il cessate il fuoco diffusa dall’agenzia stampa governativa turca Anadolu. La tregua tra esercito siriano e gruppi di opposizione dovrebbe entrare in vigore a mezzanotte in tutta la Siria.

Il Cremlino non ha ancora confermato la notizia diffusa dalla stampa turca su un accordo per un cessate il fuoco tra esercito siriano e opposizione armata che sarebbe dovuto entrare in vigore a partire dalla mezzanotte di oggi in tutta la Siria.
«Non possiamo rispondere a questa domanda in questo momento, perché non abbiamo abbastanza informazioni», gela gli animi il portavoce del Cremlino, Dmitrj Peskov a chi gli chiedeva conferma della notizia diffusa dall’agenzia di stampa turca Anadolu.
Comunque, qualcosa sta per accadere. Infatti, «Siamo costantemente in contatto con i nostri colleghi turchi per discutere i vari dettagli sui possibili colloqui che sono previsti ad Astana, per cercare una soluzione politica per la Siria», ha aggiunto Peskov.

La trattativa in Kazakhstan
Di misure da adottare in vista dei prossimi colloqui di pace, promossi da Russia, Turchia e Iran nella capitale del Kazakhstan, avevano discusso nei giorni scorsi, in due conversazioni telefoniche, il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, e quello turco, Mevlut Cavusoglu.
Dagli intensi contatti diplomatici delle scorse settimane, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa turca, sarebbe scaturito l’accordo russo-turco per la tregua di cui attendiamo conferma.
L’obiettivo dell’intesa sarebbe stato quello di estendere l’accordo sul cessate il fuoco in vigore ad Aleppo Est da circa due settimane, a tutte le zone interessate dai combattimenti tra esercito governativo e ribelli, fatta eccezione per le organizzazioni terroristiche, come l’Isis e i qaedisti di Jabhat Fateh al Sham.

Un barlume di speranza
Per la prima volta dopo cinque anni di guerra, oltre 400mila morti e milioni di profughi la Siria e il suo popolo intravedono una tregua reale possibile. L’intervento della Russia del 30 settembre 2015 si sta rivelando quindi decisivo, e non soltanto in campo militare.
Molti i risvolti di questa intesa che dovrà reggere prima di tutto alla prova dei fatti, e non solo in Siria. La Turchia, Paese ancora nella Nato, che ha ribaltato la sua politica siriana, dal suo sostegno neppure molto nascosto all’islamismo integralista anti Assad, all’accordo con Mosca che insieme alle truppe di Damasco e alle milizie sciite ha preso Aleppo ottenendo una conquista strategica e basi militari in Siria.

I veri perdenti, Sauditi Usa e Francia
A subire comunque una severa sconfitta sul campo, è il polo islamico sunnita guidato dall’Arabia Saudita che pure aveva investito moltissimo sul rovesciamento violento di Assad in Siria e sul contenimento dell’influenza iraniana/sciita in Medio Oriente. Altrettanto ridimensionate da un eventuale statu quo in Siria sono le ingerenze di Stati Uniti e Francia, che dopo aver esplicitamente sostenuto con soldi e armi il rovesciamento di Assad hanno dovuto arrendersi al fatto che i soldati sul terreno li hanno messi la Russia e l’Iran.
In attesa dei altre buone notizie, ad Aleppo intanto è iniziato il rientro dei profughi che erano riusciti a scappare dalla città durante l’assedio e i bombardamenti.

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