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mercoledì 23 Ottobre 2019

Petroliere boy scout amico di Puntin segretario di Stato Usa

Rex Tillerson Wayne, 64 anni, ingegnere americano e uomo d’affari. Tillerson è a capo della Exxon Mobil Corporation, la sesta più grande società al mondo nel 2016. Tillerson, nella sua biografia ufficiale ama ricordare che è stato il Presidente nazionale dei Boy Scouts of America.
Il 13 dicembre, il presidente eletto Donald Trump ha annunciato che Tillerson sarà il suo candidato come Segretario di Stato.

Segretario di Stato, che nel lessico istituzionale statunitense vuol dire ministro degli esteri, e che, nei valori politici del mondo vuol dire la diplomazia e la forza della prima potenza economica e militare del mondo. Scusate se è poco. Ormai prossimo successore di John Kerry, sarà Rex Tillerson, amministratore delegato di ExxonMobil, e anche ciò non è poco. La scelta di nominare un petroliere senza precedenti incarichi governativi come ministro degli esteri è un colpo dirompente tra le molte ‘Trump surpryse’.

Tillerson, 64 anni, è da più di quarant’anni dentro il colosso degli idrocarburi Exxon. Certamente, ha viaggiato per il mondo quanto e più di un Segretario di Stato attraverso ExxonMobil, visto che il gruppo è presente in oltre 50 paesi Russia compresa. Nella sua biografia ufficiale ama ricordare che è stato il Presidente nazionale dei Boy Scouts of America. Senza trascurare gli affari visto che nel 2015 ha guadagnato 27,3 milioni di dollari e possiede azioni di Exxon per un valore di quasi 240 milioni.

Il prossimo Segretario di Stato 'Eagle Scout'
Il prossimo Segretario di Stato ‘Eagle Scout’

Nei giorni scorsi abbiamo saputo che al Pentagono andrà l’ex generale dei marine, «Cane pazzo» John Mattis. Che consigliere per la sicurezza nazionale sarà il generale in pensione Michael Flynn, e rappresentante all’Onu sarà la governatrice della Carolina del sud Nikki Haley. In più c’è già la designazione del prossimo ambasciatore a Pechino, il governatore-padrone dell’Iowa Terry Branstad, vecchio amico del numero uno cinese Xi Jinping, ci ricorda Guido Moltedo su il Manifesto. Nessuna delle persone scelte da Donald Trump ha esperienza politico-amministrativa. Qual è dunque il criterio -se esiste- dietro la loro scelta?

Tagliare i ponti con quelle che da Trump viene indicata come la genia dei politici, “all talk, no action”, tutti a parlare ma nessuno a fare. Mattia Ferraresi sul Foglio definisce la scelta di Tillerson, «la nomina più trumpiana tra tutte». Il signore del petrolio che si trasforma in capo della diplomazia americana senza sapere nulla di protocolli, ma sapendola lunga di business globale, «purissima incarnazione del trumpismo e delle sue contraddizioni». Ironia è che il più trumpiano dei membri dell’esecutivo non ha sostenuto Trump durante la campagna elettorale, preferendogli Jeb Bush, texano come lui.

Dopo la passione Scout, quella per Putin. Di Rex Tillerson dicono gli amici e non solo, «Ha passato più tempo con Putin di ogni altro americano a eccezione di Kissinger». Tillerson è stato a capo della divisione russa dell’azienda e ha negoziato contratti in aree dell’Artico controllate dalla Russia, si è battuto per la revoca delle sanzioni a Mosca, strumento che giudica inefficace. Uno strappo rispetto a un’amministrazione che ha condotto i rapporti con gli avversari a suon di sanzioni con risultati modesti. Nessuno sembra più preparato di lui per ricostruire i rapporti con Mosca, priorità geopolitica dell’Amministrazione Trump.

 

Il petroliere boy scout
Il petroliere boy scout

Va anche detto che il segretario di stato dell’Amministrazione Trump è un sostenitore dell’accordo sul clima di Parigi mentre Trump è contrario, è favorevole all’area di libero scambio dei paesi del Pacifico mentra Trump è contrario, giudica la minaccia dei cambiamenti climatici causati reale e seria mentre Trump ci sta pensando. Malignità finale col sorriso, Tillerson abbiamo visto è un boy scout, mentre Trump ha coltivato altri modelli educativi ed ai boy scout ha fatto la più piccola donazione di tutta sua pur modesta carriera di filantropo: 7 dollari!

Curiosità a parte, il dato di fondo della scelta di Rex Tillerson è una politica estera “business oriented”, subalterna alle opzioni strategiche di politica interna. E la Russia vituperata dai democratici americani per le sue azioni in Ucraina e in Medio Oriente? Putin accusato di intrighi informatici per far perdere Hillary e far vincere The Donald? Ragioni in più per Trump e per i repubblicani perché si vada avanti su questa strada. Rex Tillerson, abbiamo visto, non è uno yes man, ma una nomina di peso nel segno della discontinuità con l’establishment e della più audace politica trumpista.

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