domenica 26 maggio 2019

Terrorismo a Istanbul, autobomba contro la polizia allo stadio

Strage di poliziotti allo stadio dopo la fine della partita. 38 morti e 155 feriti il bilancio finale del ministero dell’interno. L’esplosione vicino allo stadio Beksitas due ore dopo la fine della partita di calcio. Il secondo ordigno è esploso nel vicino Gezi Parc a piazza Taksim.

Istanbul sotto attacco. Un’autobomba esplode in serata nel centro della città, vicino alla Vodafone Arena, lo stadio del ‘Beksitas’ di Istanbul. Il bilancio -i numeri sono ancora incerti, da fonte a fonte- secondo il ministero degli interni sarebbe di 38 morti e 155 feriti, soprattutto tra la polizia: gli agenti rimasti uccisi sarebbero almeno 27. Il governo turco ha imposto il silenzio stampa, come avviene in occasione di attentati. Solo fonti ufficiali e difficili riscontri sull’accaduto.

La successione dell’attacco. Prima un’autobomba contro un bus di poliziotti anti-sommossa, vicino allo stadio della squadra di calcio del Besiktas. Non è chiaro se si sia trattato di un ordigno in un auto in sosta fatto esplodere a distanza, i se si sia trattato di un attacco suicida. Poco dopo una seconda esplosione, indicata come attacco suicida nel vicino e noto Gezi Parc, in piazza Taksim, non si sa però contro quale bersaglio e con quali risultati. Su questo episodio silenzio ufficiale.

L'automezzo della polizia colpito e a terra molti caschi di poliziotti
L’automezzo della polizia colpito e a terra molti caschi di poliziotti

 

Tra i possibili responsabili, secondo il sito statunitense Stratfor, gli estremisti curdi del Tak, (Kurditsan Freedom Falcons), scissionisti del Pkk dal 2004. Sia il Pkk che gli scissionisti del Tak infatti, utilizzano la tattica dell’autobomba per colpire le forze di sicurezza turche. A far cadere per ora la pista Isis, il fatto che i terroristi abbiano atteso il deflusso dei tifosi del Bursaspor per colpire, evitando deliberatamente di colpire i civili e causare un’autentica strage appunto modello Isis.

Va anche detto che il Pkk, organizzazione separatista, raramente colpisce fuori dal sud est della Turchia, dai territori di cui rivendica l’indipendenza. Al contrario il Tak, che ha colpito sempre con autobombe le forze dell’ordine turche ad Ankara a febbraio, a Istanbul lo scorso giugno, causando rispettivamente 28 e 16 morti. Attentati mai rivendicati e di incerta paternità, va ricordato. L’interesse del governo a scegliersi il nemico principale da combattere tra i curdi ed Isis.

 

MIMMO LOMBEZZI

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