lunedì 24 giugno 2019

Crisi italiana per tifosi: tutto e il contrario di tutto

Veritá e menzogne sulla crisi italiana, propone Massimo Nava che, da testimone sul campo di tante vicende del mondo sulle pagine del Corriere della Sera, ama sbilanciasi un po’ sulle questioni di casa. E il Sì e il No sono ancora troppo freschi per offrire letture oggettive sull’accaduto. Troppo anti o pro ‘renzismo’ ancora nell’aria. Massimo Nava, sguardo sempre acuto e penna felice, aiuta comunque a interrogarsi su verità e menzogne nel racconto della crisi politica in corso. Con qualche provocazione finale.
LE VIGNETTE DI MIMMO LOMBEZZI

Sui giornali e sui social si legge di tutto e il contrario di tutto. Veritá e menzogne si confondono, molti opinionisti e commentatori non analizzano, ma proclamano secondo simpatie, convinzioni e autoreferenzialitá. Sanno bene che cosa il loro pubblico si aspetta da loro e lo confermano.
Forse, con un briciolo di modestia, si potrebbe invocare un minimo di coerenza, giusto per capire un po’ e per vedere il contrario del…po’.

Ecco alcuni esempi di posizioni stravaganti

  • La crisi del Monte dei Paschi é in atto da almeno una decina d’anni, ma per molti é colpa del governo Renzi, non della caduta del governo Renzi che ha tenuto alla larga investitori stranieri e ritardato una possibile soluzione.
    Francia e Germania hanno salvato e ricapitalizzato banche ben piú importanti. La Gran Bretagna, patria del capitalismo e del liberismo, ne ha nazionalizzata una. Ma nessuno lo racconta.
    L’anno prossimo vanno alle urne Francia, Germania, forse Italia, circa il 70 per cento del Pil europeo vota. Speriamo che i “mercati” stiano zitti alla vigilia del voto o nomino un portavoce, altrimenti si ripete il balletto sul referendum italiano.
  • Se Renzi si dimette non ha preso atto della sconfitta, ma è uno che abbandona la barca.
  • Se Renzi considera l’ipotesi di un Renzi bis é uno che sta attaccato alla poltrona, ma se favorisce la nomina di Gentiloni o altri vicini al Pd, vuole mandare un suo fedelissimo al governo.
  • Se viene proposto un altro candidato fuori dal perimetro, si sostiene che spetta a Renzi e al PD tirare fuori il Paese dai guai.
  • L’Economist, il giornale di Marchionne e Elkan (ma non erano i poteri forti abbracciati da Renzi?) ha tifato per il No e oggi invita Renzi a farsi da parte, che é poi la tesi del Fatto Quotidiano. Ma il Financial Time era per il Si. Contraddizione fra banchieri e poteri forti?
  • Elezioni subito, chiedono i 5stelle e Lega, ma sanno benissimo che senza legge elettorale non si può votare. Vorrebbero un governo con Renzi, per fare la legge e per fare campagna elettorale con Renzi in carica.
  • Molti accusano Renzi di tenere il cappello sul partito, di cui fino a prova contraria é segretario eletto con grande maggioranza, ma se si dimette anche da segretario abbandona anche il partito allo sbando e alle correnti.
  • Il 40 per cento di italiani che hanno votato SI hanno perso con Renzi. Hanno vinto gli altri, tutti uniti e consapevoli della giusta strada per il futuro del Paese.
  • I vecchi hanno votato in maggioranza per il SI, i giovani a maggioranza per il NO.
    Quindi i vecchi innovano e i giovani conservano?
    I vecchi non amano la Costituzione?
  • La campagna referendaria avrebbe bloccato le riforme e i decreti attuativi di molte riforme giá approvate. Ma molti scrivono che questo governo non ha fatto nessuna riforma e che la riforma costituzionale non era la prioritá. Altre le riforme da fare, quelle appunto che sono state bloccate.
    Le capitali europee erano a favore del SI, quindi il NO ha espresso la difesa della sovranitá nazionale, come sostiene Marine Le Pen?

E PER FINIRE, MIMMO LOMBEZZI

natale-di

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