lunedì 24 giugno 2019

Referendum e non solo: i giovani comunque contro

Fra i dati piú sorprendenti del risultato del referendum c’é il NO largamente maggioritario fra i giovani, rileva Massimo Nava. Il rilevamento condotto da Quorum per SkyTG24, ci dice che Renzi si sarebbe salvato solo con il voto di noi decisamente ‘Adulti’, con un comunque non trionfale 53% di Sì. Netta vittoria del No nella piena maturità tra i 35 e i 54 anni, col 67%, come più o meno è accaduto. Ma il segnale più allarmante per Renzi e rottamatori è il voto ‘giovane’ (18-34 anni) con un No all’81%.

Un governo giovane, che ha molto puntato sullo svecchiamento della classe dirigente, sui contratti a tempo determinato, sul tetto degli alti stipendi dei manager pubblici, sul pensionamento della vecchia classe dirigente, sulla rottamazione del Senato, dalla cui elezione i giovani sotto i 25 anni sono tutt’ora esclusi, é stato dunque bocciato soprattutto dall’elettorato giovanile.
L’altro paradosso é che il SI é prevalso soltanto fra gli over 55.
Altro dato che ha influenzato il risultato é la partecipazione che fra i giovani é stata comunque inferiore.
L’altro dato su cui riflettere é la “fedeltá” in genere dell’elettorato rispetto agli schieramenti politici. Per il SI circa l’80 per cento degli elettori PD, un quarto degli elettori di Forza Italia, mentre solo il 10 per cento di grillini e leghisti e formazioni di estrema sinistra.

Difficile azzardare paragoni, ma si possono riscontrare tendenze in atto anche in altri Paesi.
In Francia, il Front Nazional di Marine Le Pen e i partiti radicali di sinistra hanno successo fra i giovani, mentre invecchia l’elettorato socialista e repubblicano.
La sconfitta della #Clinton é stata determinata dal non voto dei giovani.
La #Brexit é il risultato di un doppio dato, l’assenteismo dei giovani e il voto delle campagne e degli anziani.
Sul piano socio/economico é altrettanto evidente lo spostamento dei voti delle classi meno abbienti, dei poveri, dei giovani disoccupati, dei giovani in genere verso i partiti estremi e forze antisistema, dai grillini a podemos, dal Front National alla sinistra radicale.

In buona sostanza, i partiti di governo, di centro destra o di centro sinistra, perdono consenso ovunque, ma chi ne approfitta é una forza sicuramente alternativa, ma eterogenea e non in grado di esprimere una classe dirigente nuova e preparata.
Salvo affidarsi, come negli Usa, (e come forse in Italia, prima con Berlusconi e oggi con # Grillo) al leader carismatico e fortemente mediatico, senza partito, senza struttura, capace di emozionare e suscitare speranze.
Nel mondo del web, dove la veritá e la menzogna si equivalgono, come gli insulti e i mi piace, analisi e ragionamenti richiedono tempo e riflessione. Ma il tempo della politica é instantaneo. Per questo, chi governa, perde sempre.

Potrebbe piacerti anche