mercoledì 17 luglio 2019

Per gli Usa pre Trump la Russia minaccia numero uno

La signora nella foto di copertina è l’attuale segretario dell’Aeronautica militare statunitense Deborah Lee James. In attesa di essere sostituita, la signora, in una sorta di ‘testamento politico’ rivolto all’amministrazione Trump, ha definito la Russia la minaccia numero uno per gli USA.

Dunque, «La Russia, la minaccia numero uno per gli USA». Almeno a sentire la signora Deborah Lee James, segretario dell’Aeronautica militare statunitense dell’amministrazione Obama, in attesa di essere sostituita. Lo sostiene nel corso del ‘Reagan national defence forum’, ed è quasi un suo ‘testamento politico’ prima dell’insediamento di Trump.
«Ci occupiamo di tante minacce, ma la Russia è una minaccia reale per gli USA a causa della sua potenza nucleare», ha sostenuto Deborah Lee James, senza spiegare perché la potenza nucleare russa sia da considerare solo adesso una minaccia.

Cresce la minaccia percepita e cresce l’allarme. Per il vice segretario della Difesa Frank Kendall, se in precedenza la politica di Washington puntava a contenere e respingere i pericoli in Medio Oriente e nella regione Asia-Pacifico, adesso dovrà essere focalizzata di più sulla Russia.
«A causa dei suoi atteggiamenti abbiamo dovuto rivedere le opzioni di cui abbiamo bisogno», ha detto Kendall.

Atteggiamenti quali? Per il capo dello stato maggiore congiunto, Joseph Dunfort, l’obiettivo di Mosca è il contrasto della NATO, l’indebolimento della sua reputazione già abbastanza in crisi, e la limitazione delle capacità dell’esercito americano sulla scena globale.
«Agiscono dove da decenni non li vedevamo», puntualizza Dunfort senza dare dettagli ma con la testa tra Siria e Medio Oriente.

Tutti a mettere ‘le mani avanti’ prima del confronto vero tra i nuovi protagonisti; l’ormai noto e sempre più temuto Puntin e l’incognita Trump rispetto alle strategie ereditate dall’amministrazione Obama.
E in questo ‘preliminare di partito, in c ui neppure sai bene le formazioni delle squadre che si confronteranno in campo, non poteva stare zitta e ferma la Russia.

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov nella parte del buono, ha trovato l’occasione per dire che Mosca non vuole lo scontro con gli Usa, la Nato e l’Ue.
Poi il Cremlino -sbirro buono sbirro cattivo- che conferma come la Russia non sia una minaccia per nessuno, ma..
«Tuttavia saranno prese in considerazione tutte quelle azioni potenzialmente rischiose per i suoi interessi».

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