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domenica 8 Dicembre 2019

Operativa la portaerei cinese Liaoning. Riarmo nel Pacifico

Cina, il commissario politico della ‘Liaoning’ ha annunciato che la prima portaerei della storia della PLAN, la ‘People’s Liberation Army Navy’s’, «È pronta al combattimento».
Impostata come gemella della russa Admiral Kuznetsov, attualmente impiegata da Mosca nelle operazioni in Siria, la Liaoning venne acquistata ancora incompleta nei cantieri ucraini per sviluppare una nuova classe di portaerei ‘made in China’.
Secondo il contrammiraglio Yin Zhou la portaerei da 60 mila tonnellate è in grado di imbarcare fino a 20 velivoli inclusi elicotteri radar.
La Cina sta realizzando altre due portaerei: l’ultima sarà a propulsione nucleare.

Cina, l’Esercito Popolare di Liberazione annuncia lo status di «Combat Ready» della portaerei Liaoning.
Pronta al combattimento: la Liaoning, simbolo del potere globale della Cina è entrata ufficialmente in servizio. Prima di essere ‘Liaoning’ e di diventare operativa, la prima portaerei della marina militare cinese ha cambiato quattro nomi, ma adesso esibisce tutta la sua potenza nell’Oceano Pacifico sempre meno pacifico.
La Liaoning è entrata ufficialmente in servizio giusto in tempo per aumentare le tensioni in un’area che vede Pechino impegnata in aspri confronti con Giappone, Taiwan, Vietnam e Filippine per il controllo degli arcipelaghi Senkaklu/Diaoyu, Paracels/Xisha e Spratley.
54 mila tonnellate di stazza, 2 mila uomini di equipaggio e una lunghezza di 304 metri che la rendono seconda per dimensioni solo alle portaerei a propulsione nucleare statunitensi classe Nimitz e pari alla russa Admiral Kuznetsov, attualmente impiegata da Mosca nelle operazioni in Siria, della quale l’unità cinese è quasi gemella.

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Vita travagliata quella della Liaoning, non solo nel nome. Impostata nel 1985 col nome di Riga nei cantieri sovietici di Nikolaye, in Ucraina, la portaerei venne ribattezzata Varyag e varata tre anni più tardi. Il crollo dell’Urss ne paralizzò il completamento e nel 1998 lo scafo venne ceduto da Kiev per 25 milioni di dollari a una società cinese che disse di volerlo trasformare in un hotel e casinò galleggiante a Macao.
Lo scafo trainato da rimorchiatori attraverso il Bosforo, Gibilterra la circumnavigazione dell’Africa e dopo aver attraversato l’Oceano Indiano e gli stretti di Singapore, arriva finalmente nel porto cinese di Dailan per entrare in cantiere. Ne esce due anni fa, struttura ben diversa dal Casinò galleggiante di cui si era detto all’acquisto di quella montagna di acciaio galleggiante che era in Ucraina.
La prima portaerei della PLAN, la ‘People’s Liberation Army Navy’s’. I cinesi le misero allora il nome Shi-Lang, il nome di un ammiraglio al servizio della dinastia imperiale dei Qing, per tutta la complessa fase di allestimento e armamento. Diventa finalmente Liaoning alla vigilia della sua entrata in servizio, col nome della provincia del nord-est dove la nave è stata completata.

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La portaerei si aggiunge alla flotta d’altura della marina di Pechino di 75 navi da combattimento di grandi dimensioni e 63 sottomarini, e rappresenta soltanto la prima unità di una classe di portaerei prodotte in Cina, copie della Liaoming. Almeno tre le portaerei che risultano già impostate sugli scali, a modificare il ruolo ruolo strategico della Cina nel Mar Cinese Meridionale.
Nessuno degli Stati che contendono alla Cina il controllo delle isole contese, gli arcipelaghi Senkaklu/Diaoyu, Paracels/Xisha e Spratley, dispongono di portaerei, neppure i giapponesi, e Pechino ha chiesto agli Stati Uniti di rimanere neutrali in queste dispute che coinvolgono alcuni dei principali alleati degli americani.
In un suo viaggio in Asia l’allora segretario di Stato Hillary Clinton aveva invitato la Cina e gli altri Paesi interessati a risolvere le questioni aperte ‘senza intimidazioni e certamente senza l’uso della forza’. Vedremo adesso l’atteggiamento della nuova amministrazione Trump.

 

REMOCONTRO IN PRECEDENZA

Cina superpotenza navale entro il 2020 il dominio dell’Oceano Pacifico?

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