Privacy Policy Trump, i primi 100 giorni e non sarà luna di miele -
lunedì 20 Gennaio 2020

Trump, i primi 100 giorni e non sarà luna di miele

Centro giorni pensando prima di tutto alle cose di casa. Il presidente eletto, Donald Trump, ha reso pubblico il suo piano per i primi cento giorni alla Casa Bianca in un video messaggio. Accento su commercio e immigrazione, senza menzionare il muro al confine con il Messico, leitmotiv della sua campagna elettorale. Trump più prudente sulle cose del mondo, picchia in casa. ‘Cane pazzo’ alla Difesa?

Molta America, poco mondo, che alla fine rassicura noi cittadini d’oltre oceano. Da Houston, nel Texas, Donald Trump, ha svelato il suo piano per i primi cento giorni alla Casa Bianca. Sintesi massima in un video messaggio di due minuti e mezzo, diffuso nella notte italiana, dove l’ormai prossimo presidente ha posto l’accento soprattutto sulle questioni economiche, su commercio e immigrazione, senza menzionare il muro al confine con il Messico, leitmotiv della sua campagna elettorale. Bocca cucita anche sull’Obamacare, la riforma sanitaria voluta dal presidente Barack Obama che Trump aveva promesso di cancellare.

Prima gli interessi nazionali
«La mia agenda sarà fondata su un semplice principio di base – ha affermato Trump – mettere l’America al primo posto. Sia che si tratti di produrre acciaio, costruire auto o curare malattie, voglio che la prossima generazione di produzione e innovazione avvenga proprio qui, nella nostra grande patria, l’America che crea ricchezza e lavoro per i lavoratori americani».
Oltre il comizio, come? «Ho chiesto al mio team di transizione di mettere a punto una lista di azioni esecutive da intraprende il primo giorno per riformare le nostre leggi e riprenderci i nostri posti di lavoro».

Commercio: via il Tpp
«Comunicherò l’intenzione di ritirarci dalla Trans-Pacific Partnership, un potenziale disastro per il nostro Paese», ha affermato Trump, mettendo in cima alla sua agenda politica l’annullamento dell’accordo commerciale con il Paesi del Pacifico, esclusa la Cina. Il Tpp sarà sostituto da «intese commerciali bilaterali equilibrate».
Poche ore prima, parlando con i giornalisti a Buenos Aires, il premier giapponese Shinzo Abe – il primo leader straniero ad aver incontrato il presidente eletto – aveva definito “privo di senso” il Tpp senza la partecipazione Usa.

Immigrazione: stretta sui visti
Sull’immigrazione, Trump si è limitato a ribadire di voler “indagare su tutti gli abusi nei programmi per i visti che penalizzano i lavoratori americani”, senza il minimo accenno al “muro” e alle deportazioni di massa.

Energia: sarà deregulation
«Cancellerò le restrizioni killer per il lavoro sulla produzione di energia americana, compresa l’energia dallo shale (non convenzionale) e il carbone pulito, creando diversi milioni di posti di lavoro ben pagati», ha assicurato Trump che proprio ieri ha ricevuto nel suo grattacielo di Manhattan l’ex governatore del Texas, Rick Perry, considerato un papabile ministro dell’Energia. Ambiente addio.

Sicurezza nazionale
«Chiederò al dipartimento della Difesa e al capo degli Stati maggiori riuniti di sviluppare un piano complessivo per proteggere le infrastrutture vitali degli attacchi informatici e da ogni forma di attacco».

Semplificazione
«Formulerò una regola – ha aggiunto – in base alla quale per ogni nuova norma, due vecchie leggi dovranno essere eliminate».

Riforma dell’etica
«Imporremo un bando di cinque anni sulla possibilità per i funzionari di alto livello di diventare lobbisti quando lasciano l’amministrazione e un bando a vita sulla possibilità che diventino lobbisti per conto di governi stranieri».

LA SQUADRA CHE NON RASSICURA

‘Cane pazzo’ alla difesa?
Oltre alla nomine già annunciate (e criticate da più parti), altri nomi per la squadra presidenziale. Mitt Romney verso il dopo-Kerry, Mattis alla Difesa.
James ‘Mad Dog’ Mattis, Mad Dog-Cane Pazzo, in pole position per la Difesa.
Mitt Romney in corsa per il ruolo chiave di segretario di Stato. L’amministrazione di Donald Trump sa metà della settimana chiave, durante la quale il presidente-eletto potrebbe riempire le caselle più delicate del suo governo, anche quella di segretario al Tesoro.
A proposito di James ‘Mad Dog’ Mattis, altri soprannomi che lo stesso generale cita nella sua biografia Wikipedia, “Chaos” e “Warrior Monk”. Tra  Caos,  Cane pazzo e Guerriero monaco, scegliere voi cosa vi fa più paura.

Potrebbe piacerti anche