Privacy Policy Lo 'stratega' di Trump alla Casa Bianca a destra dei razzisti -
domenica 8 Dicembre 2019

Lo ‘stratega’ di Trump alla Casa Bianca a destra dei razzisti

Ecco a voi il consigliere stratega di Trump Steve Bannon come usa presentarsi. La nomina di Steve Bannon, 63 anni, a capo di gabinetto del presidente Donald Trump, ha riportato in auge un termine che da tempo restava confinato negli scantinati della Storia: «suprematismo». Parola alla quale va aggiunto l’aggettivo bianco. Il suprematismo bianco è in sostanza la convinzione che la razza bianca ariana sia superiore alle altre. Lo sosteneva anche Hitler. Cosa sta accadendo in America?

Per Donald Trump è un «brillante stratega». Per le comunità islamiche ed ebraiche semplicemente un «razzista». Per l’analista repubblicano John Weaver, ex consigliere di John McCain e manager della campagna elettorale del governatore dell’Ohio, John Kasich: «Lui è razzista e fascista: America, stai molto attenta».
Durissimi anche i rappresentanti democratici del Congresso: «Un nazionalista bianco è stato nominato capo stratega dell’amministrazione Trump», ha detto Nancy Pelosi, leader della minoranza alla Camera dei rappresentanti. Anche per il leader della minoranza al Senato, Harry Reid, la nomina di Bannon «è un chiaro segnale che i bianchi suprematisti saranno rappresentati al massimo livello nella Casa Bianca di Trump».

Quel che è certo è che non è passata inosservata, e non poteva essere altrimenti, la nomina di Steve Bannon a ‘chief strategy’ e consigliere del presidente eletto degli Stati Uniti.
Celebre per le posizioni vicine al nazionalismo bianco, accusato di antisemitismo, l’aggressivo ex patron del sito ultraconservatore e populista Breitbart News avrà un ruolo chiave nella Casa Bianca di Trump.
Negli ultimi mesi, Bannon ha diretto la campagna elettorale di Donald Trump, ma per anni è stato soprattutto l’uomo che, dalla piattaforma di Breitbart News, ha soffiato sul fuoco dei movimenti più estremi nel panorama politico americano. Sessantadue anni, già manager di Goldman Sachs, produttore a Hollywood, imprenditore e speaker radiofonico.
Sotto la guida di Bannon, il sito ha anche alimentato le più varie teorie cospirative, dalla nazionalità non americana di Barack Obama ai rumor sulla salute di Hillary Clinton, passando per l’accusa ad Huma Abedin, braccio destro di Hillary, di essere una spia di Riad.

Definito da Business Week «l’operatore politico più pericoloso d’America» più di un anno fa, quando ancora non aveva un ruolo visibile a fianco di Trump, Bannon è stato uno degli architetti dell’assalto che ha costretto John Boehner a dimettersi da leader repubblicano alla Camera. Poi è passato alla demolizione dei candidati che hanno conteso a Trump la nomination repubblicana, a cominciare da Jeb Bush.
«Se scoppia un incendio, state certi che, girando lì intorno, troverete Steve Bannon coi fiammiferi in mano». Non è un suo avversario a dirlo, ma uno dei suoi giornalisti di punta, il corrispondente politico da Washington di ‘Breitbart News’, Matthew Boyle, a dipingere così il capo del sito più estremo della destra americana, l’ispiratore della retorica incendiaria di Donald Trump che ora sarà il suo principale consigliere alla Casa Bianca.

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