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giovedì 5 Dicembre 2019

Libia caos, via i caccia Usa arrivano gli Emirati Arabi

Fine dei raid aerei Usa contro la roccaforte Isis di Sirte. La “piccola portaerei” per le incursioni su Sirte dei cacciabombardieri ha lasciato il posto a una nave che può imbarcare solo elicotteri. Via gli Usa arrivano gli Emirati Arabi Uniti. Lo svela l’ istituto IHS Jane’s di Londra, che mostra le immagini di una base militare degli Emirati in Cirenaica, dove si trova il quartier generale dell’Esercito nazionale Libico guidato dal generale Khalifa Haftar. Poi le altre presenze straniere sempre più fitte e pericolose in Libia.

Una quasi ritirata in comodo silenzio. A Sirte, nonostante sei mesi di operazioni militari e la superiorità numerica delle forze di Misurata fedeli a Tripoli, i combattenti dello Stato Islamico continuano a resistere in un paio di quartieri della città divenuta ormai un simbolo della tenacia dei miliziani jihadisti. E persino gli Stati Uniti, che da inizio agosto danno man forte alle milizie misuratine con aerei, droni ed elicotteri, sembrano essersi stancati dei loro alleati libici incapaci di chiudere il conto con lo Stato Islamico almeno nella città che diede i natali a Muammar Gheddafi.

Il Pentagono ha sostituito la portaelicotteri da assalto anfibio Wasp impiegata come “piccola portaerei” per le incursioni su Sirte dei cacciabombardieri Harrier, con la più piccola nave d’assalto anfibio San Antonio, che può imbarcare solo elicotteri e piccoli droni da sorveglianza e ricognizione. Dalla San Antonio potranno partire missioni d’attacco solo da elicotteri Super Cobra, poca cosa rispetto alle 350 sortite d’attacco aereo effettuate tra il 1° agosto e la fine di ottobre che includono anche i raid dei droni da Sigonella e dalla Giordania. Vittoria quasi in tasca, dicono dal Pentagono.

Usa che lasciano, altri che arrivano (e che preoccupano). La notizia più sconcertante arriva dall’ istituto IHS Jane’s di Londra, che mostra le immagini di una base militare degli Emirati Arabi Uniti in Cirenaica, dove si trova il quartier generale dell’Esercito nazionale Libico guidato dal generale Khalifa Haftar. La base si trova all’aeroporto Al-Khadim, 70 chilometri a Sud della città di Marj e a circa 100 chilometri da Bengasi, dove le forze guidate da Haftar sono impegnate contro Isis. Le immagini satellitari mostrano velivoli antiguerriglia ed elicotteri delle forze aeree degli Emirati.

La notizia della base degli Emirati in Libia è apparsa sul sito di Jane’s Defence Weekly il giorno successivo alla visita ad Abu Dhabi del generale Haftar, per colloqui con il ministro della Difesa. Secondo Libya Herald, la visita sarebbe avvenuta su richiesta degli Stati Uniti per convincere il generale a sostenere il governo di unità nazionale del premier Fayez al Sarraj. Le forze degli Emirati Arabi i cui jet Mirage sarebbero già entrati più volte in azione in appoggio alle forze di Haftar decollando da basi egiziane, si aggiunge al supporto militare offerto al governo di Tobruk dal Cairo.

Di fatto la presenza militare straniera in Libia si sta considerevolmente ampliando: Egiziani ed ‘emiratini’ -rilava Analisi Difesa- ‘affiancano Haftar mentre forze speciali USA, italiane e britanniche sono presenti a Misurata dove l’Italia schiera anche i 300 militari dell’Operazione Ippocrate con un ospedale da campo che cura i feriti delle milizie di Misurata colpiti dallo Stato Islamico a Sirte’. Forze speciali statunitensi presenti anche al fianco di Haftar, a Bengasi, dove fino a poco tempo fa erano schierate anche unità francesi, mentre Turchia e Qatar aiutano le milizie islamiste di Tripoli.

Tutto questo dopo che, al vertice di Londra i ministri degli Esteri di Gran Bretagna, Usa e Italia hanno deciso di consentire al governo di Fayez al-Sarraj di accedere a 9 miliardi di euro di riserve della Banca Centrale Libica. Incertezza assoluta. A Tripoli lo pseudo governo di al-Sarraj deve fare i conti con il ritorno di Khalifa Ghwell, l’ex premier di Tripoli tornato nella capitale grazie al sostegno di alcune milizie legate al movimento dei Fratelli Musulmani. Contando l’esecutivo di Tobruk col generale Haftar che controlla gran parte della Cirenaica, la Libia ha ben tre governi!

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