domenica 21 aprile 2019

Piano antisismico da 3 anni perso in Parlamento

VERGOGNE NASCOSTE. Un Piano antisismico nazionale fermo da tre anni in Parlamento in cerca di chi lo voglia seriamente discutere ed approvare. La proposta di legge depositata alla Camera dopo il terremoto in Emilia è ferma in commissione Ambiente dal 25 novembre 2013

L’ultimo terribile terremoto che ha squarciato il centro Italia ha riacceso l’attenzione sulla necessità di un Piano anti-sismico nazionale. Palazzo Chigi si inventa un dipartimento su ‘Casa Italia’, il progetto di messa in sicurezza del Paese, ma è da almeno tre anni che il tema è all’ordine del giorno, il giorno del mai, in Parlamento. È dell’11 giugno 2013 che una proposta di legge dopo il sisma in Emilia Romagna, immagina una delega al governo perché metta mano al Piano antisismico Nazionale.

La proposta è sottoscritta da diversi esponenti Dem, compreso il capogruppo a Montecitorio, Ettore Rosato, e, nel testo si chiede che “un rapido iter parlamentare” per misure che “hanno l’obiettivo di rafforzare la prevenzione e la resistenza del patrimonio residenziale, produttivo e infrastrutturale agli eventi anti-sismici”. Quanto ‘rapido’ quell’iter parlamentare? Il testo è stato assegnato alla commissione Ambiente della Camera il 25 novembre 2013, tre anni fa, ma l’esame non  è mai partito.

Nella proposta di legge si prevedeva un aggiornamento della classificazione sismica di tutto il territorio e il censimento delle opere pubbliche che richiedevano adeguamenti. Previsti aiuti per la sospensione dell’attività industriale durante l’adeguamento degli impianti e una moratoria per gli oneri fiscali e creditizi. Tutto sulla carta. Ma non solo quello. Il 5 ottobre è stato presentato un testo per l’adeguamento anti-sismico degli immobili di valore storico artistico. In attesa di commissione volenterosa.

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