lunedì 24 giugno 2019

Presidente Usa come investimento in borsa, chi compra chi

Trump cresce ancora. Obama attacca l’Fbi per sostenere Hillary. E il mondo inizia a preoccuparsi in una gara al meno peggio. Mentre la stampa insegue il panico.
AbcNews-Washington Post, “Testa a testa Clinton-Trump”. La Repubblica: “Trump rimonta, sale la paura”. La Stampa: “Trump non si ferma più, e le Borse hanno paura”. Il Foglio: “Sondaggi, Fbi, mercati e minoranze. Tutte le debolezze di Hillary”.
La lettura della situazione di Massimo Nava da Parigi

Come era prevedibile, i sondaggi che davano la Clinton ormai vincitrice si sono rivelati fasulli, anche perché stravolti da eventi nuovi e non preventivati. Adesso Trump può giocarsi le sue carte sul filo di lana, mentre é quasi sicuro che, in ogni caso, i repubblicani otterranno la maggioranza parlamentare. Di fatto, il partito si è ricompattato. Lo scenario é comunque a tinte fosche.
Fra un candidato pericoloso e uno poco credibile che cosa dobbiamo augurarci?

Per molti democratici di tutto il mondo, la risposta é abbastanza ovvia, meglio la Clinton, a dir poco controversa fra scandali e menzogne, di un fascista travestito da clown, pericoloso per l’America e soprattutto per il mondo.
Tuttavia occorre riflettere sui meccanismi sociali che hanno creato la situazione : il partito democratico e la Clinton rappresentano per lo piú i ceti medio alti, giovani laureati e occupati, le donne, i neri, l’industria hi tech, in gran parte il mondo della finanza.

Trump e in parte il partito repubblicano, soprattutto in alcuni stati del sud, é diventato il riferimento dei ceti medi impoveriti, dei maschi bianchi, che si sentono “scavalcati” nella corsa ai diritti da femministe, neri, immigrati etc.
E’ una percezione non sempre reale, ma in politica contano le emozioni.
In sintesi, se il partito democratico preferisce Uber per la convention, i tassisti votano Trump.

Come in parte avviene in Europa, é la sinistra che abbandona il popolo e rappresenta sempre piú ceti medi intellettuali, urbani e benestanti, a favorire la crescita della destra populista e dei movimenti radicali alla propria sinistra.
Come in parte avviene in Europa, elettori di sinistra e di destra si confondono nella comune avversione alle élites, considerate lontane, privilegiate, a volte corrotte. Basta analizzare l’elettorato di Brexit.

Senza nemmeno volerlo nel proprio profondo, dicono no a tutto, si lasciano sedurre dall’uomo nuovo, dal leader che di professione non é politico, basta che sia estraneo alla politica, che prometta soluzioni rapide e scorciatoie, che agiti bandiere identitarie, in cui gli scontenti e i perdenti si riconoscono.
Con la speranza che le cose cambino, anche se dietro l’angolo, c’é la conservazione del vecchio.

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