domenica 26 maggio 2019

Francia, prove tecniche di disastri politici

Titolo alternativo potrebbe essere, ‘La Francia politica e le vocazioni al suicidio’. Suicidio politico, ovviamente, raccontato da Massimo Nava da Parigi. In vista delle elezioni presidenziali del 2017 che ormai incombono sui partiti. Tra un mese le primarie. Gli errori, uno per uno, che destra e sinistra stanno facendo per perdere, dai vizietti sessuali di Strauss Kahn alla pervicacia di Hollande a riprovarci. Non sbaglia sino ad oggi una mossa l’incontenibile Marine Le Pen e il suo Front National. Ma quello sarebbe il suicidio della Francia e dell’Europa.

In politica contano spesso cinismo, ambizione, intelligenza, talvolta denaro, esperienza, talento. Difficilmente ha peso la propensione al suicidio. In senso politico, s’intende. In Francia, la faccenda si è verificata nella sinistra con Dominique Strauss Kahn, il quale aveva davanti a sé un’autostrada per l’Eliseo e si sa come è finita. Oggi la storia sembra ripetersi con un suicidio di massa, sia a sinistra, sia a destra. Sempre in senso politico, s’intende.

Nel partito socialista, il presidente Hollande, probabile candidato, ha raggiunto il livello più basso di consenso nella storia repubblicana, ma molto probabilmente si ripresenterà, nonostante che molti vorrebbero prenderne il posto, almeno per puntare a una sconfitta onorevole.

Fra i repubblicani e possibili alleati nel centro destra, Alain Juppé, ex premier e ex ministro degli esteri, “il migliore fra noi” come lo chiamava Chirac, sarebbe il candidato più forte e credibile, in grado di raccogliere un ampio consenso anche fuori dal partito e dall’elettorato moderato, cioè fra i centristi e la sinistra riformista delusa.
Insomma, anche Juppé ha la sua bella autostrada per l’Eliseo, ma anche Juppé rischia di perdere il treno.

Non è lui a suicidarsi, ma la destra nel suo insieme, lacerata da troppi pretendenti alla candidatura e dalle ambizioni divisive di Nicolas Sarkozy ansioso di rivincite.
Tutto si deciderà fra un mese, alle primarie.
Se la partecipazione sará ampia, Juppé potrebbe farcela.
Se Sarkozy, che é presidente dei repubblicani e controlla la macchina del partito, facesse di tutto per restringere la base elettorale, allora aumenterebbero le sue possibilità di candidatura.

Ma la corsa di Sarkozy avrebbe appunto l’effetto di dividere la destra e galvanizzare la sinistra, che considera l’ex presidente l’avversario migliore, sconfitto giá una volta da un certo….François Hollande.

Questo scenario avrebbe l’effetto di agevolare la corsa di Marine Le Pen. Mentre destra e sinistra fanno prove di suicidio, la leader del Front Nazional continua la sua marcia, senza commettere errori di marketing e comunicazione, capitalizzando gli errori degli avversari e il clima pesante della Francia di oggi, scossa dal terrorismo e ripiegata in riflessioni infinite e laceranti sul rapporto con l’islam e l’immigrazione.

Per ora il Front é il primo partito nel Paese e Marine Le Pen é sicura finalista alle presidenziali di primavera. Il problema é prevedere chi arriverà secondo e chi sarà in grado di costruire un “fronte” opposto, su valori repubblicani, europeisti, democratici.
Juppè ha le carte per riuscirci.
Hollande e Sarkozy potrebbero consegnare la Francia alla bionda Marine.
Dopodiché il suicidio sarebbe doppio: della Francia e, a cascata, dell’Europa.

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