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sabato 18 Gennaio 2020

Quei 72 jihadisti svizzeri e i 400 britannici di ritorno

FOREIGN FIGHTERS – Mentre in Germania è stato arrestato dopo due giorni di caccia un siriano sospettato di voler compiere un attentato contro un aeroporto usando l’esplosivo trovato nel suo appartamento, la Svizzera si interroga sulla mancanza di regole per affrontare il problema dei jihadisti di ritorno mentre la Gran Bretagna ne ha 400 in casa.

In Svizzera pare sia stato più facile farsi jihadista e andare clandestinamente e combattere che essere clandestino e riuscire a trovare rifugio nella Confederazione. Confederazione dei Cantoni che ha una sua struttura ‘antiterrismo’, la Rete integrata Svizzera per la sicurezza, la RSS, e i suoi ‘servizi segreti’, il Servizio delle attività informative della Confederazione, il SIC.

Il comandante del RSS, André Duvillard, lancia l’allarme e dice, cari consvizzeri privilegiati, abbiamo qualche problema di sicurezza in casa. Abbiamo i nostri ‘Foreign Fighters’ e ora alcuni di loro stanno tornando a casa ben addestrati ad ammazzare e a far esplodere ordigni. E non sono neppure pochi.

I servizi segreti, il SIC, nel suo ultimo rapporto del 22 luglio, sosteneva di aver individuato fino ad allora 77 persone partite dalla Svizzera per la “guerra santa” islamica dal 2001: 63 per Siria e Iraq, il resto per Somalia, Afghanistan e Pakistan. Di queste 29 hanno o avevano la nazionalità svizzera e 17 la doppia cittadinanza. Alla stessa data l’intelligence federale aveva parlato di 21 persone decedute (14 confermate) e 13 rientrate in Svizzera (10 confermate).

Il 9 agosto un altro presunto jihaista svizzero-tunisino residente nel canton Ginevra, 29enne, è stato arrestato all’aeroporto di Zurigo su un volo proveniente dalla Turchia. Sarebbe partito per combattere la jihad assieme ad un 21enne, egli pure ginevrino, che era già rientrato in Svizzera l’8 luglio ed è stato a suo volta arrestato.

Il 21 agosto si è poi avuto notizia di un 17enne ‘vodese’ (del cantone del Vaud) fermato a fine luglio perché sospettato di “partecipazione a un’organizzazione criminale legata al movimento jihadista”. Il giovane si sarebbe recato almeno una volta in Turchia e avrebbe frequentato la moschea del quartiere Petit-Saconnex a Ginevra come gli altri due presunti jihadisti romandi (della svizzera francese).

Peggio in Gran Bretagna
Solo 14 degli almeno 400 presunti foreign fighters britannici che si valuta siano tornati sull’isola dopo aver militato nelle file dell’Isis in Siria o in Iraq risultano essere stati arrestati negli ultimi mesi. Lo denuncia il Mail on Sunday, attribuendo quella che viene definita una “ammissione shock” a fonti governative.

La cifra è ben al di sotto di quanto indicato ufficiosamente qualche tempo fa, sottolinea il tabloid, presentando la cosa come un flop delle forze di sicurezza di Sua Maestà. Facendo due conti, il Mail evidenzia che sarebbero oltre 380 i jihadisti “ben addestrati” liberi di girare ora per le strade del regno.

Ovvio il timore che alcuni di questi ‘reduci, capaci di usare armi automatiche ed esplosivi possano compiere prima o poi a Londra attacchi terroristici su vasta scala, come a Parigi o a Bruxelles. Stando i dati del ministero dell’Interno, erano 850 i foreign fighters britannici individuati fra Siria e Iraq.

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