sabato 20 luglio 2019

Gas russo attraverso la Turchia e Putin aggira l’Ue

Russia e Turchia hanno firmato l’accordo per la costruzione del gasdotto Turkish Stream, che porterà attraverso il Mar Nero il gas russo in Turchia e poi, secondo il progetto, in Europa se l’Ue si metterà d’accordo con Mosca. Prossima partita Mosca Europa oltre le sanzioni e l’Ucraina. La firma del ‘Turkish Stream’ a Istanbul, alla presenza dei due presidenti, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan.

Francia e Germania litigano col Cremlino sulla Siria ma, soprattutto, sulle tensioni baltiche che l’espansione Nato su quel fronte stanno provocando. La scusa è quella dei missili Iskander-M a Kaliningrad, l’enclave russa sul Baltico, territorio russo al confine con Polonia e Lituania. Gli interessi strategici quelli Nato sempre più ad est, sui confini diretti della Federazione russa.
E Putin rilancia sul fronte Sud, militarmente in Siria e politicamente ad Istanbul. Russia e Turchia hanno firmato l’accordo per la costruzione del gasdotto Turkish Stream, che porterà attraverso il Mar Nero il gas russo in Turchia e poi, secondo il progetto, in Europa se l’Ue si metterà d’accordo con Mosca. Prossima partita Mosca Europa oltre le sanzioni e l’Ucraina.

La firma del ‘Turkish Stream’ a Istanbul, alla presenza dei due presidenti, Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan che forse non prenderanno l’Oscar di simpatia umana ma che certo, e lo hanno dimostrato, i loro interessi li sanno difendere con spregiudicatezza ed efficacia. I due fanno la pace e rilanciano la sfida in casa altrui. Ovviamente dare-avere. Contestualmente la Russia ha deciso di togliere l’embargo sulla vendita nel Paese di diversi prodotti agricoli turchi, imposto dalle sanzioni per la crisi del jet di Mosca abbattuto al confine con la Siria. Lo ha annunciato sempre Putin nella conferenza stampa congiunta con Erdogan al termine dell’incontro a Istanbul.

Putin a Istanbul, ufficialmente per partecipare al World Energy Congress, incassa e condivide con Erdogan questo rilancio imbarazzante in casa Nato. In Turchia tutta la stampa filo governativa, praticamente quasi tutta la stampa non sottoposta a censura, sottolinea come sia sia di fronte al passaggio decisivo nella normalizzazione dei rapporti fra i due Paesi dopo la visita di Erdogan lo scorso agosto a San Pietroburgo, subito dopo il fallito golpe del 15 luglio. Il superamento definitivo delle tensioni del novembre 2015 per l’abbattimento di un jet russo da parte dei turchi mentre sorvolava i territori sul confine con la Siria.

Al centro dei colloqui anche la situazione in Siria e in Medio Oriente. La Turchia nelle ultime settimane ha svolto numerose e intense operazioni militari in Siria e in Iraq non solo contro Isis, a dimostrare la sua volontà combattere il terrorismo jihadista con cui è ancora accusata di aver collaborato e di mantenere rapporti, ma soprattutto per cercare di indebolire il più possibile i curdi siriani la cui formazioni sono schierate sui confini con la Turchia. Tra Mosca e Ankara rimane il ‘nodo Assad’, protetto da Mosca e non amato da Ankara, ma il compromesso sembra ormai raggiunto anche se non è noto.

IL TURKISH STREAM

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Secondo il capo di Gazprom Alexey Miller, l’accordo tra Russia e Turchia prevede costruzione di due ‘fili’, due condotte parallele del gasdotto “Turkish Stream” sul fondo del Mare Nero. La capacità di ogni ‘filo’ è oltre 15 miliardi di metri cubi di gas.
Le forniture attraverso il primo condotto saranno destinate esclusivamente ai consumatori turchi, mentre il secondo sarà utilizzato per il del gas al mercato europeo.
Mosca ha più volte sottolineato che la costruzione del ‘secondo filo’ sarà possibile solo dopo garanzie da parte dell’UE. Secondo quanto stabilito nell’accordo, entrambi i fili devono esser finiti verso il dicembre 2019.

Chiara la strategia turca da parte del presidente Erdogan. «La Turchia vuole diventare un corridoio di transito per l’Europa e si propone di istituire un corridoio energetico con la Russia per le forniture di energia per l’Europa». Il leader turco, presente al World Energy Congress a Istanbul, ha ricordato che le parti avevano già implementato il progetto Blue Stream, un gasdotto per trasportare il gas dalla Russia in Turchia. «Attualmente stiamo lavorando sul TANAP, il Trans-Anatolian Natural Gas Pipeline, che in futuro si collegherà con la Trans-Adriatic Pipeline e diventerà un nuovo corridoio per fornire gas verso l’Europa».

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