venerdì 19 luglio 2019

Flotta Ue anti scafisti un ruolo in Libia e forse altro

LA FLOTTA UE OLTRE IL SOCCORSO IN MARE – Entro fine ottobre il primo gruppo di 80 militari della Guardia Costiera libica sulle navi della flotta Ue a comando italiano per l’addestramento in mare. Nobilitata l’Operazione Sophia, siano a ieri di fatto limitata a usare portaerei e mezzi da guerra per il soccorso il mare. Ma forse non è tutto, mentre si sottolinea che un’azione di forza sulle coste libiche anche senza autorizzazione Onu sarebbe legittima da parte Ue.

Finalmente un ruolo militare per EuNavFor Med, la flotta dell’Unione europea che doveva illusoriamente fermare gli scafisti sulla rotta del canale di Sicilia, costretta nei fatti ad un nobile e dovuto soccorso in mare, con un apparato di portaerei e altri supporti militari decisamente inutili. L’annuncio da parte dell’ ammiraglio Enrico Credendino.agli eurodeputati dell’assemblea dell’Unione per il Mediterraneo.

Un avvio faticoso per i ritardi libici nel selezionare e segnalare il personale da addestrare. L’addestramento durerà 14 settimane e alla conclusione dovrebbe permettere la consegna delle 10 motovedette italiane, 6 per la Guardia Costiera e 4 per la Marina, che permetteranno -permetterebbero, condizionale d’opportunità- al governo libico [quale? Ndr] di controllare meglio la costa.

Ancora aperto il problema giuridico degli scafisti fermati. Scafisti che non possono essere consegnati alla Libia, e assenza di una mandato dell’Onu che autorizzi la flotta europea a un’azione militare nelle acque libiche. Copertura giuridica solo se l’intervento venisse richiesto dal governo riconosciuto di Tripoli, quello guidato da Fayez al-Sarraj che però non lo ha mai chiesto e non lo farà.

Versione interventista, il fatto stesso che dalla Libia, Paese i cui deboli organismi governativi non hanno il controllo del territorio e delle coste, si sviluppa una minaccia diretta alla sicurezza dell’ Italia e dell’Europa renderebbe attuabili -valutazione giuridica- azioni militari di contrasto quali l’attacco ai trafficanti e il respingimento degli immigrati illegali. Un vero e proprio fronte di guerra.

Traffico di migranti che, secondo il comando dell’Operazione Sophia, costituiscono tra un terzo e la metà del PIL della Tripolitania coinvolgendo quindi milizie e tribù che sostengono il governo di al-Sarraj. Ora viene fatto rilevare come, per ragioni legate alla sicurezza nazionale e alla lotta a terroristi Stati Uniti, Egitto e Algeria hanno effettuato incursioni militari in territorio libico, senza alcun permesso Onu.

Segnali che qualche azione di forza Ue forse si prepara. Compresa la sottolineatura dell’urgenza di un’azione che fermi i flussi migratori verso l’Italia dopo che negli ultimi due giorni le navi militari italiane, europee e alcune navi civili hanno sbarcato in Italia 11mila immigrati clandestini -quasi 170 mila dall’inizio del 2016 che si prospetta anno record per gli sbarchi in Italia di immigrati senza diritti di accoglienza.

Sottolineatura sospetta.

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