Nazioni Unite, femminile solo di nome, e l’Onu resta maschile. Non sarà una donna, come sostenuto e sperato da molti nel mondo, a prendere il posto del Segretario generale dell’Onu Ban ki-moon. E non sarà neppure un rappresentante dell’Est europeo come chiedeva Mosca. Toccherà, invece, ad Antonio Guterres, 67 anni, socialista, primo ministro portoghese dal 1995 al 2002 e per dieci anni, dal 2005 al 2015, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Un politico di lungo corso e di esperienza internazionale, dunque. Questa è la scelta fatta ieri dal Consiglio di Sicurezza del Palazzo di Vetro, una sorta di governo con ministri di serie A, sempre gli stessi, e altri di serie B che vanno e vengono. La scelta è avvenuta al termine di una votazione informale che ha premiato il portoghese con 13 voti sui 15 componenti dell’organismo di comando dell’Onu.
Necessario spiegare quel meccanismo datato ‘seconda guerra mondiale’. Schede separate e con peso diverso tra i dieci per i membri a rotazione del Consiglio di sicurezza, e i cinque permanenti, cioè i rappresentanti di Stati Uniti, Cina, Russia, Francia, Gran Bretagna, i vincitori della guerra mondiale, quelli col diritto di veto cioè la possibilità con un solo voto di bloccare tutto. Meccanismo da guerra fredda che di fatto sta uccidendo ruolo e funzioni delle Nazioni Unite.
Oggi alle 10 il Consiglio si riunirà di nuovo per formalizzare la decisione, con un probabile voto per acclamazione. Dopodiché la nomina dovrà essere approvata dall’Assemblea plenaria, formata da 193 Stati. Serve la maggioranza dei due terzi: ma a questo punto non dovrebbero esserci problemi. Il mandato di Ban ki-moon scade il 31 dicembre. Dal primo gennaio la poltrona di leader passerà a Guterres.
Nei mesi scorsi l’ex premier, nato a Lisbona, aveva raccolto consensi diffusi nel Palazzo di Vetro, surclassando nelle audizioni altri 10 concorrenti. Ma era opinione diffusa che la sua candidatura non sarebbe passata per far posto ad una segretario donna. Cinquanta delegazioni avevano chiesto di promuovere una donna, mentre Mosca insisteva anche sul principio di rotazione dalle aree del mondo, a favore del blocco dell’Est
Una donna e dell’Est era il profilo che sembrava potesse mettere tutti d’accordo. All’inizio era la bulgara Irina Bokova, direttrice Unesco. La Russia la appoggiava, ma la candidata è naufragata nell’incontro pubblico con l’Assemblea. Qualche giorno fa il governo di Sofia aveva offerto un’altra possibilità: Kristalina Georgevia, 63 anni, economista e vice presidente della Commissione europea.
Usa e Russia che in questi giorni in particolare hanno reciprocamente bocciato le candidate altrui, ultima l’argentina Susana Malcorra, ex ministro degli Esteri, sostenuta dagli Usa. Dopo otto Segretari maschi non ci sarà una donna al vertice dell’Onu.
L’usato sicuro. Evidentemente Guterres, ingegnere di formazione, fede cattolica praticata assieme alla lunga militanza socialista, viene considerato la figura più adatta per navigare e mediare, più di questo non può fare, in un quadro di tensioni internazionali crescenti. A cominciare dallo strappo sulla Siria, appena consumato tra Stati Uniti e Russia.
Resterà in carica cinque anni e gli specialisti di alchimie Onu si attendono continuità sul tema delle migrazioni che, per Paesi in prima linea come l’Italia significa mantenere un interlocutore attento nel Palazzo di Vetro. Per quanto possa ancora essere utile.
AVEVAMO DETTO