domenica 18 Agosto 2019

Volo Malaysia abbattuto in Ucraina, ‘verità’ litigata

Il Boeing 777 della Malaysia Airlines MH17 partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur, abbattuto il 17 luglio 2014 sull’Ucraina orientale con 298 passeggeri, è stato colpito da un missile terra-aria Buk. Questi i risultati tecnici della perizia olandese. Poi la magistratura di Amsterdam si lancia in deduzione audaci su chi l’ha lanciato e si scatena la rissa con Mosca che torna ad accusare a sua volta Kiev. Forzature e verità di comodo sulla pelle di 300 innocenti.

La verità difficile sul volo delle Malaysia Airlines abbattuto finalmente raggiunta? La perizia condotta dalla polizia olandese, la città da dove era partito il volo, è perentoria. «Il Boeing 777 partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur, abbattuto il 17 luglio 2014 nei cieli dell’Ucraina orientale uccidendo tutti i 298 passeggeri, è stato colpito da un missile terra-aria Buk che fu portato in Ucraina dal territorio russo». Una affermazione perentoria che certo sottintende prove inconfutabili.

Il capo dell’indagine della polizia olandese, Wilbert Paulissen, si spreca nei dettagli xche la polizia olandese ha saputo raccogliere nel corso delle sue brevi missioni in Ucraina. Bravura eccezionale e storia da romanzo. Il sistema antiaereo si sarebbe mosso dalla Russia all’Ucraina e ritorno, grazie a due individui ‘che parlano russo’, più o meno come la totalità degli abitanti dell’Ucraina, e dai nomi di copertura di “Orion” e “Delfino”, più da film di Topolino che da spie, ma ciò è quanto si legge.

‘Orion’ e ‘Delfino’, in realtà, si chiamerebbero (il condizionale a questo punto diventa d’obbligo), Andrey Ivanovich e Nikolay Fiodorovich. Bene, abbiamo i nomi degli stragisti o almeno dei killer che ci vengono dati come acquisizioni di indagine certe? Intercettazioni tra i due, non si sa bene come acquisite e dove non si parla di missili o attentato. E la superpolizia olandese deve ammettere, «di non avere prove del fatto che queste chiamate siano direttamente legate allo schianto del MH17».

Chi sa come si dice ‘presa per il sedere’ (eufemismo), in olandese? In russo lo si intuisce leggendo tra le righe delle irose reazioni alla decisamente originale indagine olandese, ma non è ancora il momento delle contro indagini. Applausi da parte del governo di Kiev al coinvolgimento di Mosca o dei filorussi di Donestk nella tragedia. Imbarazzato e prudente silenzio dalla parte occidentale più saggia. Troppi azzardi anche logici nelle conclusioni olandesi, più da romanzo che da indagine reale.

Chi aveva quel sistema missilistico antiaereo nelle mani? Certamente le forze armate ucraina e certo, i russi, ma a casa loro. I ribelli filo russi dell’autoproclamata “Repubblica popolare” di Donetsk negano da sempre. Ma ovviamente ciò non fa prova. Ma l’accertamento olandese è davvero una prova? «Le prove usate dalla procura olandese vengono tutte o da Internet o da fonte Ucraina», denuncia il generale russo Igor Konashenkov. Altro che il copia incolla di molte tesi di laurea oggi.

Secondo il ministero degli Esteri russo, che ha puntato il dito anche sulla stretta collaborazione di Kiev nelle indagini, sarebbe stata data agli ucraini “l’opportunità di costruire prove a favore della loro tesi. Non solo per coinvolgere Russia e alleati attorno, ma forse per nascondere altro colpe. E qui parte il contrattacco ‘peritale’ che, senza Delfini od Orioni di mezzo, va a contestare l’assenza delle traccie radar della giornata infausta sempre richieste a mai fornite da Ucraina e dai Paesi Nato.

Sulle tracce Radar mancanti, anche quelle russe probabilmente, il silenzio permane, assieme al mistero e ai dubbi che diventano sospetti. Per il momento quindi, ancora tifoseria. Gli Stati uniti hanno salutato con soddisfazione i risultati dell’inchiesta olandese. Con un minimo di prudenza le chiamano “conclusioni provvisorie”, che comunque confermerebbero la dichiarazione del segretario di Stato John Kerry nei giorni seguenti la tragedia. Secondo Washington, ‘nessun dubbio’ sui risultati.

E la verità dei fatti diventa un’optional rispetto alla convenienza delle parti, come lo è stata la vita di quei 298 innocenti.

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