martedì 26 marzo 2019

Lo strano terrorismo senza nome che colpisce New York

ISLAMICO O NO È TERRORISMO –

La vigilia dell’arrivo a New York di 191 capi di stato per l’assemblea generale Onu, una bomba rudimentale rischia di fare strage nel cuore della città più vigilata al mondo. I balbettanti tentativi delle autorità cittadine e federali di minimizzare. Terrorismo senza volto e apparentemente senza bersaglio che rende tutti bersaglio potenziale. Poi un’altra bomba non esplosa, ed il sospetto di una catena mirata di attentati su New York prende corpo, nonostante il minimizzare di sindaco e governatore. Accade negli Stati Uniti spaccati da una feroce campagna elettorale

Era la vigilia dell’arrivo a New York di 191 capi di stato e di governo in arrivo per il summit di oggi sui rifugiati e l’assemblea generale dell’Onu ed era l’intenso sabato sera della città che vive. La bomba, rudimentale, sembra, ma micidiale negli effetti, esplode nel quartiere di Chelsea, nella parte West di Manhattan. 29 feriti e basta, ma chi l’ha confezionata voleva la strage, con chiodi e frammenti metallici attorno all’esplosivo scagliati attorno a cercare corpi da lacerare. Un secondo ordigno -una pentola a pressione imbottita di esplosivo con un cellulare a fare da innesco- è stato trovato poco dopo, ancora inesploso, a quattro isolati di distanza.

Il seguito di soccorsi e paura lo abbiamo visto nelle immagini anche dei nostri Tg domenicali. Paura ma non panico tra i newyorkesi che la settimana scorsa avevano ricordato 15 anni dalle Torri gemelle. Nel panico invece, o quantomeno confuse, le autorità in un balletto di dichiarazioni che non dicevano attorno all’atto di terrorismo che non doveva essere dichiarato islamico. Certamente di matrice Isis le coltellate a otto persone in un centro commerciale in Minesota di un uomo che inneggiava ad Allah e che poì è stato ucciso. “Soldato dello Stato islamico”, rivendica Amaq, il network dell’Isis.

Minimizzare a qualsiasi costo. Il sindaco De Blasio: “Non ci sono prove credibili di legami con il terrorismo, né emergono minacce specifiche per la nostra città”. Per essere terrorismo serve una firma o basta la bomba? Insegue il governatore di New York, Andrew Cuomo che un po’ rettifica, “Non esiste prova di una connessione al terrorismo internazionale”. Terrorismo si ma (speriamo) non Isis. Anche se non dice che nella sacca che conteneva la bomba ritrovata sulla 27esima strada, quella inesplosa, è stato rinvenuto un biglietto in arabo. Sempre a minimizzare, Cuomo spiega che saranno schierate “mille unità di polizia dello Stato di New York e della guardia nazionale” per la sicurezza degli obiettivi sensibili come le stazioni. Ma solo “a titolo precauzionale”.

A titolo precauzionale quanto vuoi ma a New York è allarme rosso. Anche perché, a curiosare attorno, scopri che quel terrorismo diffuso predicato da Al-Baghdadi può facilmente comprendere una bomba fatta in casa. Nel 2010 la rivista qaedista Inspire ha spiegato «come costruire una bomba nella cucina di tua mamma». Come trasformare una pentola a pressione in uno strumento di morte. La stessa tecnica seguita dai fratelli ceceni Tsarnaev per la strage alla maratona di Boston, nel 2013. Pagina di sangue che ricorda molto quella di ieri New York. Quindi, terrorismo ‘fai da te’ ma molto mirato che ha colpito una città simbolo, ha riproposto il tema sicurezza alla vigilia dell’Assemblea Onu, è entrato in una campagna elettorale già tesa.

Come da suo stile, cavalca rabbia e paura Donald Trump mentre Hillary Clinton s’è limitata a una dichiarazione di maniera, quasi ‘presidenziale’, chiedendo chiarezza e prudenza. E già c’è chi specula su chi trarrà vantaggio dall’attentato tra repubblicani e democratici. Ma le paure vincenti, in quella partita risultano altre. Il duello Casa Bianca 2016 -osserva Gianni Riotta da New York- “si combatte tra paura economica, malgrado gli ultimi rassicuranti dati sui salari medi, rancore sociale, diaspora culturale, in un Paese un tempo forgiato dall’orgoglio del «crogiolo» comune di sentimenti e ideali”. Insomma, gli Stati Uniti sono ormai lacerati dalla turbolenta trasformazione dell’ultimo quarto di secolo.

 

Per un aggiornamento più recente sui fatti  http://www.remocontro.it/2016/09/19/cellula-terroristica-operativa-a-new-york-altri-ordigni-e-un-ricercato/

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